Venus Years
Terzo album per il compositore tedesco Tim Linghaus, un musicista eclettico che - attraverso le modalità proprie di un’artista “indie” - propone invece ottima musica classica moderna, arricchita da incursioni nell’elettronica, nel minimalismo, nel jazz e talvolta anche nella musica rock.
Terzo album per il compositore tedesco Tim Linghaus, un musicista eclettico che – attraverso le modalità proprie di un’artista “indie” – propone invece ottima musica classica moderna, arricchita da incursioni nell’elettronica, nel minimalismo, nel jazz e talvolta anche nella musica rock.
Il nuovo disco si intitola “Venus Years” ed è il secondo di tutta una serie di “concept album” che hanno come tema centrale il divorzio, visto però dalla prospettiva di un bambino. Il primo era uscito nel 2019 e si intitolava “We Were Young When You Left Home”, adesso Little Boy K (raffigurato come un piccolo guerriero nel geniale artwork di Alex Hanke che compare sulla copertina del disco) torna ad essere il centro dell’attenzione di Linghaus che mette in musica – con grande abilità e tanta delicatezza – questioni scottanti come la solitudine, le nuove abitudini di vita e il fatto di tornare a credere ancora in se stessi in una fase così delicata come quella pre-adolescenziale.
L’album è davvero molto bello e le partiture di piano vengono accompagnate da preziosi interventi del sassofono e di una chitarra elettrica. Ci sono piaciute molto composizioni come “Love And Dust”, “Warhorses” , “You Called It Love” e “Rebuild”. Il disco contiene anche delle parti cantate che sono davvero molto evocative e in tema con l’atmosfera riflessiva e sofferta dell’intero album. Hanno collaborato con Tim Linghaus in sala di incisione il sassofonista tedesco Tobias Leon Haecker e il pianista olandese Muriel Bostdop.
Un disco tutto da scoprire, in particolare per le soluzioni musicali decisamente nuove che ci propone. Da ascoltare.


