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Hate Dancing

2 Novembre 2022
Il 18 giugno 2022, la band ha pubblicato un tweet promettendo altri tre album entro la fine del 2022. Maggiori dettagli sono arrivati il 12 luglio, quando è stato detto che l’ultimo album era “qualcosa su cui abbiamo lavorato dal 2017 – il tempo più lungo che la band abbia mai trascorso su un singolo disco“. Mackenzie ha affermato che “Non c’è un’atmosfera da jamming. Ogni sovraincisione e ogni parte è importante” e ha descritto il disco come “più un ciclo di canzoni“. L’album è stato concepito per la prima volta nel 2017, poi la band ha pubblicato altri cinque album in studio. I cambiamenti avrebbero dovuto essere ultimati tuttavia la band non pensava che l’album fosse finito e invece pubblicò ”Guboot Soup”. La band ha armeggiato con ”Changes” da allora, definendo l’album “non necessariamente il nostro disco più complesso, ma ogni piccolo pezzo e ogni suono che senti è stato pensato molto, ogni canzone è costruita attorno a questa progressione di accordi – ogni traccia è come una variazione su un tema“. Il suono generale dell’album è stato descritto come “imbevuto delle calde sonorità dell’R’n’B degli anni ’70 e guidato da semplici cambi di accordi che contengono moltitudini“. È stato anche notato che la prima lettera di ogni titolo di canzone su “Changes” esplicita il titolo dell’album che, in origine sarebbe stato una sola lunga canzone. Quella è diventata la traccia di apertura di 13 minuti dell’album, “Change” che è stata descritta come “un’odissea che tocca il pop caleidoscopico degli anni ’60, i fuochi d’artificio prog-rock colorati e l’R&B retrò fluttuante e guidato dalla tastiera“. Mackenzie ha così descritto le successive canzoni: “Hate Dancin” è costruita da una delle progressioni di accordi di “Change”, e poi “Astroturf” è costruita anche da una delle progressioni di accordi in “Change”. E così è “Short Change“, l’ultima canzone. In pratica ogni canzone dell’album è composta da una sezione di “Change”.