IL VIDEO DEL GIORNO
U.S. Girls – Damn That Valley (Official Video)
24 Aprile 2015
È un video e un pezzo da mandare subito in loop: DAMN THAT VALLEY di U.S. GIRLS, al secolo Meg Remy, originaria dell’Illinois, ma di residenza canadese: come Onakabazien, potentissimo produttore di questo splendido singolo, e la folle(tta) Grimes, con la quale sembra di condividere più di qualche radicale visione estetica e musicale, oltre che la stessa etichetta, l’epica 4AD.
Così il video ci proietta nelle danze iconoclaste di una riot girl in red&black: è LuLu Hazel Turnbull, “The Too Young Widow” (la vedova troppo giovane) che scaglia i suoi strali NO War, sovversive maledizioni pacifiste, con gestualità fomentata, contro i palazzi e i monumentali simboli del potere di Washington DC, sotto la direzione video della stessa Meg Remy. E il gioco tra sonorità e visioni ci catapulta in un cortocircuito temporale in cui Meg Remy appare impostata come una diva classicheggiante anni Cinquanta, con vocalizzi estremi e distorti, su sonorità elettroniche che sintetizzano quanto di meglio delle attuali produzioni tardo-electro. Un piccolo capolavoro di iconoclastia anti-war.
DAMN THAT VALLEY è l’anticipazione di un album di U.S. Girls che uscirà nel corso del 2015, sempre per la stessa 4AD, da oltre trent’anni in grado di scovare i lati più oscuri e irriducibili di sonorità in radicale conflitto con l’ordine esistente delle cose: che sia indie o mainstream. Così Purity Ring, St. Vincent, Grimes e la novella U.S. Girls tengono il filo rosso-nero delle distopie sonore che inaugurarono Lisa Gerrard e Liz Fraser agli albori degli anni Ottanta, come se Ivo Watts-Russell fosse ancora nella fucina 4AD. (Giuseppe Il Console).
Così il video ci proietta nelle danze iconoclaste di una riot girl in red&black: è LuLu Hazel Turnbull, “The Too Young Widow” (la vedova troppo giovane) che scaglia i suoi strali NO War, sovversive maledizioni pacifiste, con gestualità fomentata, contro i palazzi e i monumentali simboli del potere di Washington DC, sotto la direzione video della stessa Meg Remy. E il gioco tra sonorità e visioni ci catapulta in un cortocircuito temporale in cui Meg Remy appare impostata come una diva classicheggiante anni Cinquanta, con vocalizzi estremi e distorti, su sonorità elettroniche che sintetizzano quanto di meglio delle attuali produzioni tardo-electro. Un piccolo capolavoro di iconoclastia anti-war.
DAMN THAT VALLEY è l’anticipazione di un album di U.S. Girls che uscirà nel corso del 2015, sempre per la stessa 4AD, da oltre trent’anni in grado di scovare i lati più oscuri e irriducibili di sonorità in radicale conflitto con l’ordine esistente delle cose: che sia indie o mainstream. Così Purity Ring, St. Vincent, Grimes e la novella U.S. Girls tengono il filo rosso-nero delle distopie sonore che inaugurarono Lisa Gerrard e Liz Fraser agli albori degli anni Ottanta, come se Ivo Watts-Russell fosse ancora nella fucina 4AD. (Giuseppe Il Console).