New Releases 1 Novembre 2009

Wait For Me

Forte delle passate esperienze Moby torna sui suoi passi riavvicinandosi nettamente al disco di dieci esatti anni fa che tanta fortuna e fama gli portò

Artista
Moby
Etichetta
MUTE

In questo disco Moby torna ad essere se stesso! Queste le sue parole per definire la sua ultima fatica per cui dice che: “c’è molta più soddisfazione ad assecondare se stesso che l’industria musicale”.

Effettivamente i suoi ultimi lavori, in particolar modo gli ultimi due, si erano allontanati dalle sonorità di Play (V2 1999) con cui “conquistò” le classifiche di tutto il pianeta grazie ad un sound</i< tipicamente melanconico creato da eterei suoni elettronici ed arrangiamenti orchestrali molto cinematografici che però grazie al sostegno di una ritmica vagamente dance e linee vocali molto accattivanti, acquisivano quel piglio pop in bilico con l’elettronica spinta che ha fatto la gioia di tutti gli “intimisti” (e non) della terra.
Sull’onda del successo il Nostro, apprendiamo dalle sue parole, ha seguito poi quello che gli veniva consigliato da una industria discografica avida di successi, componendo dischi che sì gli appartenevano, ma estremizzavano quelle che erano le tendenze manifestate appunto agli esordi, al solo scopo di far contento il suo pubblico (?) e così troviamo un album dalle forti tendenze rock, Hotel (V2 2005) ed uno dalle decise tendenze dance, Last Night (Mute 2008).
Forte quindi delle passate esperienze Moby torna sui suoi passi riavvicinandosi nettamente al disco di dieci esatti anni fa che tanta fortuna e fama gli portò. Pianoforti, archi, tristezza sparsa un po’ ovunque sul disco (non che i precedenti ne fossero completamente assenti) che è il suo punto di forza ed un po’ meno beat che nel 1999.

Come al solito il lavoro è estremamente “delicato” e chi ama il suo sound non potrà non apprezzare anche questo suo ultimo disco, ricercato nei suoni e nelle famigerate linee melodiche: certo nel 1999 fu una bella scoperta!