New Releases 5 Aprile 2024

We Belong

Settimo album in studio per Sinkane, “nickname” di Ahmed Gallab, musicista di origini sudanesi, ma che risiede e fa musica negli Stati Uniti d’America da molti anni ormai.

Artista
Sinkane
Etichetta
City Slang

Settimo album in studio per Sinkane, “nickname” di Ahmed Gallab, musicista di origini sudanesi, ma che risiede e fa musica negli Stati Uniti d’America da molti anni ormai.

Il disco si intitola “We Belong” e vuole essere una riscoperta delle radici africane dell’autore. L’operazione riesce benissimo e ci troviamo ad ascoltare un album davvero speciale, godibile e intelligente. Dieci tracce in totale, una più bella dell’altra che intendono riaffermare l’identità della cultura africana e che – sotto il profilo musicale – spaziano liberamente dal “soul” al “funk”, dal “rhythm & blues” a ingredienti “afro-beat” senza soluzione di continuità. Canzoni accomunate da una base ritmica pazzesca, a dir poco travolgente, che può contare su pezzi di grande levatura, l’iniziale “Come Together”, per esempio (no, non è una “cover” dei Beatles) oppure “Everything Is Everything”, impreziosita dall’apporto vocale di Tru Osborne, un cantante “gospel” protagonista di una “performance” fantastica, o ancora “How Sweet Is Your Love”, altro singolo ad alto potenziale, animato da un “elettro-funk” quanto mai contagioso, un brano che inizialmente ricorda “You Spin Me Round” di Dead Or Alive.

“We Belong” è un album che trasmette tanta gioia, che comunica sensazioni positive, un condensato di “good vibes” e di “black music” che coniuga passato e presente di quella regione. Il disco si avvale del contributo di grandi musicisti americani che hanno affiancato Sinkane infase di registrazione. Ci riferiamo a nomi di rilievo come Money Mark, produttore dei Beastie Boys, come Casey Benjamin, musicista di jazz e fusion e come Mikey Freedom Hart, chitarrista e produttore di talento. Ci sono stati inoltre altri “special guest” come Aja Grant, dei Phony Ppl, come il percussionista Meia Noite e il tastierista Shedrick Mitchell o ancora Amanda Khiri, Bilal e Hollie Cook , che canta su “Home”, altro grande pezzo di un album che ha il grande dono di mantenere sempre un livello compositivo pregevole.

Da ascoltare a volume alto e coinvolgendo i vicini di casa nelle danze.