Ambient/Elettronica 7 Giugno 2016

White Out

Un disco d’esordio imprevedibile e destrutturato, frutto dell’ardita sperimentazione del duo bergamasco che convoglia in esso la voglia di stupire e di giocare

Lo zoologo Konrad Lorenz ha dedicato la sua vita allo studio degli animali ed è diventato famoso in tutto il mondo grazie ai libri in cui ha esposto le sue scoperte; tra le sue più importanti intuizioni vi sono l’imprinting e l’importanza dell’apprendimento esperienziale attraverso il gioco che permette ai cuccioli di imparare a socializzare, difendersi e cacciare. Il gioco e la voglia di stupire divertendosi costituiscono la caratteristica fondamentale di questo disco sperimentale proposto dal duo bergamasco Luca Barachetti/Enrico Ruggeri (attenzione: senza la “i”).
Dodici tracce in cui la “musica” compare poco e concede spazio a suoni e rumori che si rincorrono per formare brani a-musicali ma comunque incisivi che pur senza una precisa melodia convincono e aprono all’ascoltatore un mondo nuovo; la voglia di giocare si percepisce già dai credits che elencano gli strumenti utilizzati: un’arpa, un basso elettrico suonato da ventilatori e tanta, tanta drum machine.
Insomma, niente di usuale; in effetti tutto l’album risulta (e questo è un pregio) anomalo e strambo, apparendo all’inizio ostico e inaccessibile ma rivelando a poco a poco tutto il suo deflagrante, ironico fulgore. Il loop snervante di Pulsa, i riverberi di Mare Morto, l’improbabile hip-hop di Uomo Occipitale e gli spasimi di Panda Psichico esprimono a pieno la filosofia del disco.
La voce sconclusionata di Ruggeri è resa quasi buffa da una “erre” improbabile che rende il cantato serissimo ma allo stesso tempo divertente. La copertina è frutto della creatività della pittrice Alice Falchetti che l’ha realizzata dopo aver ascoltato i brani ed ispirandosi ad essi, chiudendo un circolo artistico basato sulla contaminazione e sul reciproco influenzarsi.