Indie 27 Febbraio 2007

Yours Truly Angry Mob

C’è in questo nuovo disco dei Kaiser Chiefs il senso compiuto di una band compatta che ha voglia di andare in giro a far suonare gli amplificatori senza complicarsi troppo la vita

Artista
Kaiser Chiefs
Etichetta
B - Unique

Che bella sensazione stracciare la plastica che avvolge un cd appena sfornato!
L’occasione è di quelle ghiotte. Il 26 febbraio arriva negli scaffali virtuali del 2007 il primo dei secondi cd molto attesi della nuova onda britannica. Dopo il promettente esordio, Employment, i Kaiser Chiefs si riaffacciano con un secondo lavoro, Yours Truly Angry Mob. Volete sapere se la spesa vale l’impresa? Siete curiosi di conoscere il misterioso contenuto del cd fresco fresco e appena imballato che vi attende dal vostro fornitore di fiducia ancora caldo sullo scaffale delle novità? Intanto lasciatemelo ascoltare con cura. Ancora poche righe e la title track numero 13 sarà finita, formando con le dodici precedenti quell’insieme omogeneo che una volta si chiamava disco.
Ora, potrebbe essere sminuzzato in cento playlist. I Kaiser Chiefs suonano con lo stesso timbro con cui li avete ascoltati nel precedente album, e se possibile non si discostano di molto neanche in termini di arrangiamenti. Pulsa il piano come un sezione ritmica, sotto l’incessante corsa delle chitarre, e nella maggior parte di Yours Truly Angy Mob si rivive la brillante linea melodica di Employment. Dopo Ruby, The Angry Mob e High Royds, arriva l’ottima Love Is Not A Competition a spezzare la corsa incessante con un intermezzo semiacustico che permette di riprendere fiato.
Il resto è da imputare alle cose buone che un ottima band inglese sa fare.
C’è in questo nuovo disco dei Kaiser Chiefs il senso compiuto di una band compatta che ha voglia di andare in giro a far suonare gli amplificatori. Non si è complicata certo la vita la promettente formazione di Leeds, aiutata da un riconoscibile marchio di fabbrica (la voce di Ricky Wilson) e sostenuta dalla voglia di non uscire dalla rotta redditizia di un power-pop a prova di secondo album.

p.s. A proposito, se ascoltate il disco fino alla fine, ditemi se la numero 11 (Learnt My Lesson Well) non è un piccolo capolavoro. Anche se… mi ricorda incredibilmente…