Album profondo e complesso, estremamente riflessivo, in uscita per Dischi Sotterranei il 21 marzo 2024, “Temporale”, sesto disco dei Gazebo Penguins, band che da più di venti anni costituisce un’icona della musica indipendente.
Un concept album di nove pezzi che parlano dei complessi meccanismi della mente, della fenomenologia della percezione, di sdoppiamenti di personalità e di Gestalt, ma anche di ricordi e del tempo, il tutto in un intreccio fantasmagorico che richiama al pensiero le opere di Escher, ma anche la teoria dei sistemi di Von Bertalanffy.
Il gruppo, che ha avuto nel tempo una composizione variabile da tre a cinque elementi e che al momento è composto da Gabriele Malavasi (Capra), Andrea Sologni(Sollo), Pietro Cottafavi (Piter), Riccardo Rossi (Rici), ha all’attivo, oltre ai cinque album, decine e decine di concerti in tutta Italia, risultato di una carriera musicale ultraventennale.
Il nuovo album, che vede la partecipazione di Enrico Pasini alla tromba e di Manuel Caliumi, sassofonista fra i più brillanti del panorama musicale jazz italiano, continua a rimanere sull’onda degli interrogativi esistenziali, come il precedente “Quanto”, anche se questa volta alle riflessioni sul mondo e sul tempo come quelle che ci si ponevano nel pezzo “Feyerabend” del precedente album, si passa alle riflessioni sulla mente e sulla persona.
“Gestalt”, il pezzo iniziale, esalta il problema della coscienza di se stessi e del complesso rapporto fra realtà e percezione della realtà, così come della percezione del tempo, con l’aiuto di un tempo in 6/8 che sostiene una particolare sensazione di avanzamento e con la batteria che si fa strada sulle sonorità iniziali per poi sostenere appieno il momento di spinta dell’inizio del canto.
“Intanto” risalta per il testo a specchio, dove frequenti sono le metonimie, mentre in “Mnemosyne” spicca la magistrale condotta della batteria, un po’ alla Stewart Copeland, con testi molto belli e che fanno pensare al ruolo della memoria nella percezione della propria identità.
L’omeostasi è il punto focale di “Tutto a posto” dove l’intreccio di pensieri stenta a trovare un proprio equilibrio, mentre la musica trasmette tutto questo all’ascoltatore in modo prepotente. La dualità della persona umana, il pensiero razionale dato dall’io che parla a se stesso, ma che apre anche alla patologia dello sdoppiamento di personalità è il tema di “Inospitale”, pezzo dal ritmo serratissimo, con pulsazioni ricorrenti, un tema che riceve una continuazione nello scandito “Delle mie brame”, con un simpatico riff di chitarra che apre alle parole “Se uno specchio inverte la sinistra con la destra perché non ribalta anche l’alto con il basso?”, suscitando così caleidoscopiche visioni alla Escher.
Siamo noi che conferiamo significato al mondo che vediamo, questo è il messaggio di “Quasi”, che conduce diritto al successivo “Finisce male”, che pur narrando il tema dell’eterno ritorno, induce anche a interpretazioni più forti. Un pezzo ben congegnato per le sonorità iniziali, con modulazioni a livello di quarto di tono e sonorità fra industriale e etico, dove piano piano prende forma il suono della chitarra elettrica che sembra come sorgere ogni tanto dal sottofondo di musicalità confuse.
“Strani animali”, dal punto di vista strettamente musicale, è il pezzo più originale di tutto l’album, con un testo basato sul tema della fenomenologia della percezione.
Nel complesso “Temporale” è un album riflessivo, profondo nei testi, pieno di interrogativi, ma anche di risposte che sintetizzano sentimenti e pensieri complessi in modo immediato e sferzante, in una cornice musicale fresca e dinamica LINE UP - Gabriele Malavasi (voce, chitarre, tastiere) - Andrea Sologni (voce, basso, synth) - Pietro Cottafavi (batteria) - Riccardo Rossi (chitarre) - con la partecipazione di Manuel “Mallo” Caliumi (sassofono) ed Enrico "Paso" Pasini (tromba)
TRACKLIST 1. Gestalt 2. Intanto 3. Mnemosyne 4. Tutto a posto 5. Inospitale 6. Delle Mie Brame 7. Quasi 8. Finisce Male 9. Strani Animali
Articolo del
24/03/2025 -
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