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Santana
Le charts italiane di Natale dominate da raccolte e antologie dei "soliti noti"
22/12/2006
di
Morrisensei <
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Sarebbe utile per lavar via l'orrenda ruggine che colpisce settimanalmente le classifiche dei dischi più venduti nello stivale. Negozi specializzati e grande distribuzione vengono presi come campione. Come dire negozi in stile autogrill e distribuzione in stile grande autogrill. Ma basterebbe entrare in un "market" del disco, soffermarsi una mezz'oretta, rimanere a guardare beati gli acquisti degli avventori. La classifica sul campo collimerebbe con quella cartacea che ci viene propinata in tutte le salse e su ogni medio-magazine che si rispetti. Mai come in questo periodo, però, siamo bombardati da numeri, risultati, percentuali, grafici, diagrammi, questioni borsistiche e andamento economico del paese. Il disco "nuovo" costa ancora troppo. L'appassionato compra il disco nuovo su Internet. Perchè non è scemo. L'altra parte del cielo non appassionata acquista il "nome" dove capita. A casaccio. Alla rinfusa. Non facendo caso al costo esoso. Ecco allora stazioni di servizio, edicole, videonoleggi busterizzati, finanche le poste (!). Avete fatto caso ai prodotti offerti dall'azienda giallo-blu? Tiziano Ferro, Elisa, Pausini, la milleduecentesima raccolta di Battisti, Zucchero, la quattrocentesima antologia di Vasco Rossi e il fido Gigggi D'Alessio. Insomma lo stesso campionario che si può sorseggiare con una rustichella al polonio. Prendiamo allora la classifica dell'ultima settimana. Tra le prime quaranta posizioni ben 20 sono occupate da raccolte e antologie. Prevedibile certo. Siamo a Natale! Ma quello che fa riflettere è che i protagonisti sono sempre gli stessi. Gli stessi del resto dell'anno. Gli stessi che si spartiscono gli agognati diritti d'autore. Gli stessi che vorticosamente attraversano ogni tipo di trasmissione televisiva sotto forma di ospitata made in playback. Gli stessi che vengono premiati durante le solite premiazioni. Gli stessi che si adoperano prestando anche le loro opere al cinema. Gli stessi che si prestano adoperandosi anche in favore dell'editoria libraria. Gli stessi che pontificano, glorificano e filosofeggiano dall'alto della loro privilegiata posizione da "stessi". In mezzo a loro stessi c'è sempre quella sporca dozzina di altisonanti e grassi nomi "stranieri" (chi arriva da fuori Italia a Sanremo è detto straniero) ormai disgustosi nella forma laida che hanno da tempo preso. U2, RHCP, Jamiroquai, Sting, Muse, Justin Timberlake, Clapton, Santana e compagnia alienante. Sarà pure Natale. Ma la minestra rimane la "stessa". E fa sempre più schifo.
Vostro "Media Inglese" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
22/12/2006 -
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