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James Brown
ADDIO A JAMES BROWN (1933 - 2006)
25/12/2006
di
Emanuele Tamagnini
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Un vuoto all'improvviso. Come il silenzio dopo il fragore della dinamite. Atlanta. Vigilia di Natale. "The Godfather Of Soul" entra all'Emory Crawford Long Hospital per una banale visita dentistica. Qui gli viene diagnosticata una grave forma di polmonite. Ore 1:45 della notte. La malattia decide di non lasciargli scampo. James Joseph Brown Jr era nato il 3 maggio 1933 a Barnwell (Carolina del Sud) e cresciuto ad Augusta (Georgia). E' l'artista afro-americano più influente nella storia della musica popolare. Secondo in fatto di vendite solo ad Elvis Presley, ha piazzato 116 hit in classifica (96 dei quali nella Top 100). Inizia nel 1953 nel gruppo gospel The Gospel Starlighters che presto si trasforma nei The Famous Flames, registra nel 1955 "Please Please Please" che gli consente di firmare per la King Federal. Nel 1958 il primo solo hit "Try Me" raggiunge il numero uno (mentre alcuni membri degli Upsetters di Little Richard entrano nei Famous Flames - ormai backing band di Brown). E' il 1962 quando esce l'epocale "Live At The Apollo". Nel 1965 è la volta di "Papa's Got A Brand New Bag" che rivoluziona di fatto la musica soul, portandola in una nuova era. Ormai è il portabandiera della comunità nera ("dillo forte, sono nero e orgoglioso di esserlo" - uno dei suoi motti), negli anni sessanta è stabilmente in classifica e "Cold Sweat" (1967) è il disco che viene considerato come il manifesto del vero, autentico, puro, essenziale, FUNK. Nel 1971 firma per la Polydor Records, quando ha già reclutato i Peacemakers, nei quali figura il bassista Bootsy Collins ed il fratello Catfish (vedi Funkadelic). Faro per centinaia di artisti tra i quali viene naturale citare Sly Stone, Charles Wright, Booker T. & The M.G.'s, Edwin Starr, David Ruffin, Dennis Edwards, un giovanissimo Michael Jackson finanche Miles Davis ed una pletora di musicisti jazz che lo indicano come ispirazione per il loro stile. Anticipatore della musica disco che suo malgrado lo relegherà agli albori degli anni ottanta in una nicchia da dove metterà fuori la testa per alcuni cameo cinematografici: "The Blues Brothers", "Doctor Detroit" e "Rocky IV". Con l'ascea del rap e delle sue diramazioni (hip hop, breakdance...) il suo nome viene costantemente citato come influenza da parte della scena, nel 1986 entra nella Rock'n'Roll Hall Of Fame e due anni dopo (15 dicembre 1988) viene condannato a sei anni di prigione, dopo l'ennesima bega con la giustizia (possesso di droga, di armi da fuoco, denunce per maltrattamenti da parte della moglie). Esce dal carcere il 27 febbraio 1991. Tra partecipazioni illustri e qualche album solista si arriva al 2002 quando realizza l'ultimo lavoro in studio "The Next Step". Per quasi tutto il 2006 si esibisce con il suo Seven Decades Of Funk World Tour e viene ammesso anche nella UK Music Hall Of Fame (14 novembre). L'ultima testimonianza è registrata come duetto con Annie Lennox (che proprio il giorno di Natale compie gli anni!) in una canzone che comparirà nel disco solista "Venus". Questo è solo un piccolo, doveroso, rispettoso omaggio a ricordare uno dei più grandi artisti del secolo appena trascorso. Un irripetibile "Genius Of Love" proprio come la canzone che i Tom Tom Club gli dedicarono nel 1982. Perdita gravissima. Vuoto incolmabile. Ma da lassù già si sente la sua voce... "I feel good...".
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
25/12/2006 -
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