|
Scorrendo i nomi dei 20 finalisti per le selezioni regionali di Italia Wave mi è venuta spontanea una riflessione sulla situazione musicale romana. Che molto spesso viene criticata (anche dagli stessi addetti ai lavori), solleticata, irrisa, bannata e che invece andrebbe (oggi) lodata, complimentata e spinta verso nuove avventure. Vagabondando nei club della città ci siamo imbattutti, infatti, in sorprendenti crescite artistiche, alle quali vanno aggiunte le conferme, i miglioramenti esponenziali, le band che hanno trovato casa (etichetta) e le semplici new big thing. Roma non è mai stata così fertile, così smaniosa, così prolifica e così vogliosa di emergere. Facciamo alcuni nomi esemplificativi scusandoci in anticipo con chi dimenticheremo per ovvi motivi di spazio, tempo e voglia. Nella capitale agiscono formazioni che hanno ormai raggiunto livelli d'eccellenza. La genealogia degli Inferno con le sue importanti correlazioni (NoHayBanda Trio su tutte), l'evoluzione magnifica dei Thrangh attesi dal debutto discografico, la vitalità senza precedenti dei Poppy's Portrait (anche qui vanno evidenziati progetti e band parallele come gli affermati Spiritual Front e la rivelazione St. Francis), la rinnovata vena melodica degli Shine, il cambio di vita dei Plaisir divenuti un'infernale macchina da guerra, così come quello attitudinale dei Dolcevena che suonano live come autentici giganti. Il conclamato talento autorale dei Fumisterie, la leadership neurotica dei Tomydeepestego che si porta dietro un'intera scena, le nere accelerazioni di Norma e Fru!t tra esperienza e sapienza. Un frizzantissimo movimento punk-emo-pop trainato dai Jersey Line, schegge garage ibridate che hanno (Motorama a parte) trovato importanti alfieri locali in Cactus e Intellectuals non dimenticando la linfa della fervida e storica scena punk e hardcore. Il successo fanatico che ammanta i Masoko pronti ad un decisivo secondo passo discografico, la stabilità dei Moka, la sempre attenta passione cantautorale di cui Roma può vantare enormi tradizioni, le recenti affermazioni di Carpacho e MiceCars e tanti altri nomi interessanti che si fanno strada inesorabilmente. C'è lo stoner, il doom, il jazz rock, l'avanguardia, lo shoegaze, il metal core, generi disparati ma che accomunano. Allargherei infine il discorso anche alla regione con formazioni che hanno trovato da tempo la loro dimensione capitolina. Un nome su tutti Betty Ford Center altro moniker da esportazione che attende eccitanti sviluppi futuri. Una spinta decisiva viene anche da nuovi live club, da nuove direzioni artistiche, dal sempre maggiore successo dei club di riferimento e soprattutto dalla voglia della gente (vero?) di scoprire grande musica dietro l'angolo di casa. A tutto questo bel quadretto naive fanno da contraltare inevitabilmente anche tante proposte mediocri, insulse, acerbe o che debbono trovare ancora la retta via. A loro auguriamo ogni bene. A tutti gli altri auguriamo di tirare dritto, tenere duro e non fermarsi mai ad ascoltare (troppo) il parere della gente. Siete ancora lì a piangere?
Vostro "Barbapapà" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
22/01/2007 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|