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Alla fin fine, Neil Young sembra avercela fatta. Aveva iniziato oltre 20 anni fa ad assemblare, ascoltare, analizzare, scartare o promuovere tutta la abnorme mole di documenti sonori da lui stessi prodotti - live e in studio - nel corso della propria quarantennale carriera. In molti lo avevano deriso, definendo cotanto sforzo un lavoro di Sisifo senza soluzione e, soprattutto, senza progressi, quantomeno apparenti. E invece, le certosine ricerche di archivio del leggendario musicista dell'Ontario stanno dando finalmente i loro attesi frutti. Se ne è avuto un assaggio con l'uscita - lo scorso novembre - dell'album "Live At The Fillmore East" documento sonoro del concerto tenuto a New York il 6 marzo 1970 insieme ai Crazy Horse nel periodo in cui vide la luce il secondo disco solista di Young "Everybody Knows This Is Nowhere". E dei mitici "archivi" si potrà avere una seconda idea il 12 marzo 2007, data per cui è stata fissata l'uscita del nuovo "Live At Massey Hall", uno show solista registrato dal vivo a Toronto nel 1971, e riguardo al quale Neil Young ha dichiarato con toni entusiastici: "Questo è l'album che avrei dovuto far uscire dopo "After The Gold Rush" e prima di "Harvest". David Briggs, il mio produttore, era convinto che avrebbe dovuto essere questo, ma io ero molto eccitato dalle sessions di "Harvest" e ho deciso altrimenti. David non era d'accordo e, riascoltandolo oggi, posso facilmente capirne il motivo". La spettacolare tracklist di "Live At Massey" è la seguente:
'On The Way Home' 'Tell Me Why' 'Old Man' 'Journey Through The Past' 'Helpless' 'Love In Mind' 'A Man Needs A Maid/ Heart of Gold Suite' 'Cowgirl In The Sand' 'Don't Let It Bring You Down' 'There's A World' 'Bad Fog Of Loneliness' 'The Needle and the Damage Done' 'Ohio' 'See the Sky About to Rain' 'Down By The River' 'Dance Dance Dance' 'I Am A Child'
Ed è solo l'inizio, perchè nel non lontanissimo futuro ci si appresta a fare un'indigestione di rarità d'archivio del rocker (nonchè trobadour) canadese. Una megaraccolta composta da ben 8 CD dal mitologico titolo "Archives, Volume 1" è stata infatti schedulata per settembre di quest'anno. Per ora se ne sa ancora poco, se non che (oltre a "Live At the Filmore" e "Live At Massey Hall" che ne faranno certamente parte) vi si potranno ascoltare ben 38 brani incisi da Young e mai pubblicati prima. Il fatto interessante è che il volume 1 degli "Archives" coprirà unicamente il periodo 1964/1971, dando pertanto l'impressione che si tratti solo dell'inizio di una massiccia campagna di ristampe.
A coloro che avessero bisogno di spiegazioni sull'importanza di un tale evento, ricordiamo che con oltre 40 anni di onoratissima carriera, Neil Young possiede un repertorio da far invidia a chiunque, e può attingere da classici dei Buffalo Springfield ("Broken Arrow"), CSNY ("Ohio") e dei propri album solisti ("The Needle and the Damage Done", "Old Man", "Keep On Rockin' in the Free World"). Insieme a Bob Dylan e, forse, Lou Reed, oggi Young appartiene alla ristretta cerchia di vecchi leoni del "classic rock" le cui produzioni contemporanee sono ancora salutate con interesse da parte di pubblico e critica.
RECENSIONI: Neil Young - American Stars’n’Bars (reissue 2003)
Articolo del
26/01/2007 -
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