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Qualche settimana fa eravamo tutti a lamentare la chiusura di Spillers, il negozio di Cardiff in Galles considerato “the oldest record store in the world”, e non ci accorgevamo che uno Spillers, in fondo, ce l’avevamo proprio sotto casa, e si accingeva a fare la medesima fine. E’ in via di chiusura, infatti, “Disfunzioni Musicali”, lo storico negozio di dischi ubicato in Via degli Etruschi nel quartiere S. Lorenzo, a Roma: gli affari non andavano bene già da qualche tempo e il management – ovvero i ragazzi oggi divenuti adulti che da 25 anni ne gestivano le “day to day operations” – hanno concluso che era giunto il momento di chiudere i battenti. Per chi non fosse di Roma e non gravitasse intorno all’ambiente della musica capitolino, è il caso di dire che “Disfu” – come tutti confidenzialmente lo chiamavano – più che un semplice spaccio di vinile, CD e DVD, è stata una vera istituzione di cui ora si sentirà senza dubbio la mancanza. Sorto intorno all’inizio degli anni ’80, Disfunzioni Musicali è stato il primo, unico luogo a Roma dove potevi trovare letteralmente di TUTTO, dalle primizie di importazione alle rarità mai ristampate, con in più una vasta area dedicata all’usato dai prezzi – a differenza degli altri negozi – sempre molto accessibili. Ma, come detto, “Disfunzioni Musicali” non è stato solo un banale luogo di acquisto e scambio. Andare da “Disfu” – specialmente il sabato pomeriggio – era anche e soprattutto un momento di aggregazione in cui scambiare idee e progetti con personaggi con menti similari e con le medesime passioni. Sono numerosissime le band dell’area romana formatesi da incontri tra gli scaffali o grazie ai sempre presenti annunci affissi ai muri del negozio. E sono tantissimi anche gli eventi – da vera e propria “storia del rock” – di cui le quattro mura dei locali di Via degli Etruschi sono state testimoni. A memoria, ricordo che alcune etichette “indie” basilari nello sviluppo della scena romana (quali ad esempio la High Rise) presero vita proprio grazie al contributo – anche finanziario - dei ragazzi di “Disfu”. Innumerevoli sono state le anteprime live “in-store” e le visite di personaggi eccellenti: sempre a memoria, ricordo una visita dei Ramones del maggio 1989 nel corso della quale Joey e Johnny (R.I.P.) passarono il pomeriggio ad autografare pazientemente migliaia di dischi e di oggetti vari dei fan accorsi per l’occasione. Impossibile, infine, non menzionare come il regista Stefano Oreto, quando si trattò di realizzare alcune interviste per il suo documentario sulla scena rock romana “Sommerso Rock” (1987), non ci pensò due volte nello scegliere gli ambienti ricolmi di vinile di Via degli Etruschi… Negli ultimi tempi, però, lo si sapeva, lo sapevamo tutti, che “Disfunzioni” era in crisi. Dopo il momento d’oro dei primi anni ’90, in cui fu brevemente aperto a Via dei Marrucini (sempre a Roma – S.Lorenzo) un secondo negozio dedicato esclusivamente all’usato, a partire dalla seconda metà degli anni ’90 era evidente che “Disfu” – che era stato un santuario del vinile – con i CD ci si ritrovava poco. E la progressiva digitalizzazione della musica, accompagnata dalla diffusione degli MP3 e del downloading legale e non, aveva portato ad un progressivo, inesorabile decadimento sia nella qualità che nella quantità dell’offerta. Così, giorno dopo giorno “Disfunzioni” non è più stato al passo con i tempi, diventando in qualche modo ridondante, e unicamente una sorta di rifugio per i sempre in calo affezionati di un tempo. Cala quindi il sipario su Disfunzioni Musicali: a partire da lunedì 5 febbraio, chi passerà per Via degli Etruschi a Roma troverà quelle storiche quattro saracinesche irrevocabilmente abbassate. Onore però a “Disfu” e ai ragazzi che 25 e passa anni fa decisero di dare vita al “miglior negozio di dischi della Capitale”. Sono stati il nostro passato. Come sarà adesso il futuro?
Articolo del
01/02/2007 -
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