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Maroon 5
"Viva Radio 2", specchio di una situazione irreversibile
16/03/2007
di
Morrisensei <
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Praticamente un oracolo. Più precisamente come l'oracolo di Delfi. Dunque come Apollo tramite tra Zeus e gli uomini. Immaginate così l'importanza che riveste, ormai da qualche anno, lo showman Fiorello. Non passa giorno che stralci della sua trasmissione radiofonica di successo (Viva Radio 2) non vengano virgolettati, blobbati, lanciati come notizia. Dalle reti Rai a quelle Mediaset. Dai quotidiani ai settimanali. Il grande orecchio dei media sintonizzato per carpire, catturare, farne subito altra informazione. Viva Radio 2 è diventata una sorta di agenzia stampa dello spettacolo. Si legga l'ultima dichiarazione di Samuele Bersani (ospite negli studi di Via Asiago) a proposito della cover realizzata dalla Pauzzini della sua "Spaccacuore". Non gli è piaciuta. E vivaddio aggiungiamo noi. Un esempio come tanti di una trasmissione divertentissima nei momenti delle trasformazioni fiorelliane, meno in quelli contraddistinti da ironia più greve e grossolana, meno del meno quando viene affrontato il tema musicale. Quando i conduttori presentano quotidianamente il disco di un gruppo "emergente" ecco aprirsi autentiche voragini di nulla. Di improbabili classificazioni in sottogeneri, di frasi a contorno che denotano un vuoto pneumatico impressionante. Fino alla scelta degli artisti da "far conoscere" che sono di una bruttezza letale. Che non troverebbero spazio nemmeno nei salottini delle trasmissioni televisive notturne dei canali regionali. E' il tallone d'Achille di un programma faro (hai capito!) farcito da continue imprecisioni, banalità e gaffe musicali. Come Marco Baldini che alla domanda "sai cosa c'era all'Isola di Wight" risponde imbarazzato "c'erano i giovani... che si riunivano... stavano lì". O come quando dopo un accenno di una cover dei fantasmagorici Maroon 5 (hai capito!) gli stessi vengono passati per inglesi quando invece la loro casa è a Los Angeles. Sono solo esempi, pochi, ma che certificano l'assoluto stato terzomondista del nostro paese alla voce "cultura musicale". Lo specchio di una situazione irreversibile. Che ogni anno ha il proprio apice nel tremebondo Sanremo e che durante lo stesso ci propone, ci obbliga, ci inculca il NULLA più assoluto e magniloquente.
Vostro "Sono meglio le Fiandre" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
16/03/2007 -
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