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Red House Painters
Le malinconie slowcore di un grande autore: Mark Kozelek
31/03/2007
di
Morrisensei <
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Sono passati esattamente dodici anni dall'uscita di "Ocean Beach" autentico masterpiece della discografia di mister Mark Kozelek e dunque dei troppo spesso dimenticati Red House Painters. La California (San Francisco) meno assolata, le ombre che il cantante si porta dietro dalla piccola città di Massillon nel'Ohio, la capacità autorale, la vena autobiografica ed un talento poetico con pochi eguali nella sua contemporaneità. Dodici anni da quello che è probabilmente il più personale (per il quarentenne Kozelek) degli album del quartetto americano. Una vita di accostamenti illustri (Lou Reed, Neil Young fino a Mark Eitzel degli American Music Club la band sicuramente più vicina a quelle sonorità) ai quali Kozelek contrappone le proprie influenze sotto forma di cover ed omaggi sparsi in una produzione eccelsa. Ecco allora proprio in "Ocean Beach" la personale versione di "Long Distance Runaround" degli Yes, in veste solista eccolo poi cimentarsi con il repertorio Ac/Dc, quindi il tributo a John Denver, con il progetto parallelo Sun Kil Moon omaggiare i Modest Mouse e ancor prima sempre a suo nome partecipare al disco celebrativo su Will Oldham. Per un totale di sei lavori con i Red House Painters, quattro solisti e due con i Sun Kil Moon oltre ad aver inaugurato la sua etichetta Caldo Verde Records. Da non dimenticare infine le apparizioni in due pellicole dell'amico Cameron Crowe ovverosia "Quasi Famosi" e "Vanilla Sky". Eppure dei RHP e del suo uomo faro se ne trovano poche tracce mediatiche. Come se le malinconie slowcore debbano essere arbitrariamente destinate dentro una nicchia. Da una parte. Provate ad ascoltare dunque questa "spiaggia dell'oceano". Sarete pervasi da una musicalità senza pari. Un disco seduttivo. Un esorcismo del dolore. Tra disperazione e amore. Che non sempre appare vincitore. Un viaggio nel profondo. Fino a "Drop" autentica confessione e testamento di un grande autore. Mark Kozelek dentro la sua casa rossa.
Vostro "San Geronimo" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
01/04/2007 -
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