ΔGO
Il canto all’unisono nella maggior parte dei brani suggella la ieraticità del progetto conferendogli quel tono di musica da un altro mondo. Ovviamente superiore e inintelligibile.
- Artista
- Lilies On Mars
- Etichetta
- Lady Sometimes/Cargo
Chiamarle cosmopolite è poco perché vorrebbe dire ancorare le Lilies On Mars ad una dimensione terrena che non gli si addice. Invece loro volano alto, verso l’infinito e oltre. Lo dice il nome e lo confermano le suggestioni spaziali della loro proposta musicale.
Lisa Masia e Marina Cristofalo sono due ragazze sarde che quindici anni fa decisero di trasferirsi a Londra perché sentivano che era lì la loro Cape Canaveral. E da lì sono partite alla ricerca della vita extra-terrestre, prima con il loro disco d’esordio “Dot To Dot” – pubblicato a febbraio dell’anno scorso – e adesso con questo secondo lavoro che ne conferma le ottime impressioni suscitate.
La cifra che contraddistingue ”ΔGO è synth-pop allo stato puro, di quello analogico, come si faceva una volta, con space-eco, riverberi e tutto il resto a suggerire scenari retro-futuristici e psichedelie cosmiche. Il tutto in chiave gothic-dance delicata, estatica ed eterea, con puntate in territori kraut e drone, e un orecchio sempre proteso a quella sperimentazione elettro-vintage che ancora oggi fa proseliti. Insomma, sembrerebbe tutto già sentito ma non è così. Lo conferma anche il fatto che il disco è stato co-prodotto da Tom Furse dei The Horrors.
Anche i testi sono spesso astratti, irreali e ben si adattano alle atmosfere dreamy e sospese del disco. E il canto all’unisono nella maggior parte dei brani suggella la ieraticità del progetto conferendogli quel tono di musica da un altro mondo. Ovviamente superiore e inintelligibile.


