Italiani 23 Ottobre 2026

La classe va in scena. Pedagogia Scenica Integrata

La scuola contemporanea sta affogando tra registro elettronico, slide e relazioni sempre più smaterializzate e prive di fondamenta. E se invece dell'ennesima applicazione "rivoluzionaria" e "giovane", arrivasse un risposta vera a questo letargo delle menti e provenisse da un'invenzione che ormai esiste da qualche millennio come il palcoscenico?

Etichetta
Editore ITARD
Anno
2025

La scuola sale sul palcoscenico: la rivoluzione della Pedagogia Scenica Integrata tra neuroscienze, inclusione e pratica in aula

Prendete una classe media di oggi: venticinque ragazzi, ventisette ragazzi se va bene, tutti e tutte con la testa chinata sullo smartphone, gli occhi spenti da ore di lezioni frontali e la soglia d’attenzione di un criceto sulla ruota. Sul volto un’espressione smarrita.

La scuola contemporanea sta affogando tra registro elettronico, slide e relazioni sempre più smaterializzate e prive di fondamenta. E se invece dell’ennesima applicazione “rivoluzionaria” e “giovane”, arrivasse un risposta vera a questo letargo delle menti e provenisse da un’invenzione che ormai esiste da qualche millennio come il palcoscenico?

È l’idea geniale e provocatoria che muove interamente La classe va in scena. Pedagogia Scenica Integrata (Editore ITARD, Ancona, collana Les Observateurs, ISBN 979-12-80945-518, pp. 147, € 2025), il nuovo saggio scritto a quattro mani da Clara La Farciola, prof di Lettere con il pallino dell’inclusione, e Francesco Consiglio, scrittore, psicologo e mental coach.

Dimenticate il classico e spesso agghiacciante, sicuramente noioso fino alla morte, saggio di fine anno messo su alla bell’e meglio da docenti zelanti o in cerca di compiacimento per far applaudire i genitori.

Con questo interessantissimo saggio ci troviamo di fronte a un vero manifesto politico e culturale che si propone di “ribaltare” le aule: trasformare il teatro da farsa pomeridiana a codice quotidiano per spiegare qualsiasi materia.

Come ricordava la sociologa Sherry Turkle, a furia di chattare e mettere emoj ci stiamo dimenticando come si guarda negli occhi una persona proprio accanto a noi.

Il teatro sembra essere l’unico vero antidoto, e non lo dicono solo i sognatori, ma le neuroscienze.

Quando metti in gioco il corpo ed provi un’emozione forte, il cervello accende il sistema limbico e spara dopamina a mille. Risultato? Quello che studi non lo mandi a memoria per tre giorni per poi dimenticarlo, ma ti si appiccica al cervello per sempre. Dietro questa intuizione e studio dei baldi Farciola e Consiglio c’è una struttura teorica impressionante: si va dalla catarsi dei greci antichi al Theatre in Education britannico, passando per i giganti della pedagogia come John Dewey, Vygotskij, Freire e i mostri sacri della scena come Grotowski e Viola Spolin.

Ma il vero colpo di genio sta nel concetto di inclusione. Basta con le etichette: ogni aula è una CAD, una Classe ad Abilità Differenziate.

Hai il terrore di parlare in pubblico? Sei timido da morire? Con il Teatro dell’Oppresso di Boal o lo Psicodramma la paura si scioglie. E se proprio sul palco non ci vuoi salire, tranquillo: puoi fare il regista, lo scenografo, il tecnico luci o scrivere il testo. Nessuno resta a impolverarsi o a fare la muffa al banco.

Il libro è di una concretezza tangibile e nella sua seconda parte mette a disposizione dei canovacci pronti all’uso: le frazioni di matematica spiegate dividendo le fette di una pizza, la storia vissuta dentro una trincea del ’15-’18 ricreata tra i banchi, fino alla geografia e alle scienze. Non servono registi d’avanguardia o budget milionari: bastano i docenti di sempre, purché abbiano la voglia di smettere di fare i burocrati e accettino di rimettersi in gioco.

Perché la scuola, prima di essere un luogo di stazionamente e votificio, deve tornare a essere un luogo in cui si impara a vivere. E mai come ora i fatti sembrano evidenziarlo.

  • Titolo: La classe va in scena. Pedagogia Scenica Integrata
  • Autori: Clara La Farciola e Francesco Consiglio
  • Editore: Editore ITARD (Ancona)
  • Collana: Les Observateurs (diretta da Stefano Polenta)
  • Anno di pubblicazione: 2025
  • Pagine: 147
  • ISBN / EAN: 979-12-80945-518