Fiabe e leggende animate giapponesi
Ippei Otsuka, noto e apprezzato per importanti antologie e raccolte saggistiche come “La storia della Principessa Splendente”, “Fiabe e leggende giapponesi” e “Fiabe e leggende Studio Ghibli”, torna in libreria con il volume “Fiabe e Leggende Anime Giapponesi”, pubblicato in Italia da Kappalab, tradotto da Suikawa Kotaro, e fa una mappatura completa di questo mondo. Il grande pregio del lavoro di Otsuka e della curatela di Kappalab risiede nella capacità di rendere accessibile la complessità filologica senza snaturarla. I testi tradizionali mantengono intatta la loro aura poetica e a tratti inquietante, tipica della narrativa orale, mentre l’apparato critico getta un ponte illuminante verso la contemporaneità
“L’arte di essere Tom Waits”
La voce roca di Tom Waits suona da sempre come immersa nel bourbon, abbandonata in un vicolo dietro a un locale di spogliarelliste e poi ripassata da un bulldozer. Disturba e ammalia al contempo. Il suono ideale per un’America di sognatori falliti, poeti da bancone e anime stropicciate. Snaidero, con grande competenza e una scrittura fluida, riesce a raccontare la complessità di un musicista e la sua capacità di unire avanguardia e tradizione folk che lo ha reso mentore e modello per giganti come Nick Cave, Beck o i Pearl Jam. Un volume, arricchito da un prezioso apparato iconografico, assai utile a chi voglia muoversi nell’universo Waits per scoprirlo, per chi voglia riscoprirlo, e per i tutti cultori della prima ora un piacevole sorso di bourbon liscio per ricordare la splendida unicità e incorruttibilità di questo artista.
Attenta come gli animali
Nel panorama spesso omologato e qualitativamente discutibile del circuito indie e della canzone d’autore italiana, “Attenta come gli animali”, esordio sulla lunga distanza di Teresa Masini può rappresentare un’alternativa concreta. Anticipato da “Tutta questa canzone”, una ballata ritmata e magnetica, capace di offrire fin da subito un’ottima e cristallina presentazione di questa cantautrice veneta e del suo personalissimo universo femmineo il disco, uscito sul finire dello scorso anno per l’etichetta Soundrivemotion, con il prezioso contributo di NuovoImaie, è interamente ascoltabile anche sulle piattaforme digitali.
Quando il rock non vuole morire. La spalla sinistra di Malcolm Young di Domenico Paris
A tre anni dalle sue ultime fatiche, Domenico Paris, giornalista abruzzese romano d’adozione, prolifico autore di ben sette raccolte di racconti, torna in libreria con un’opera a dir poco mastodontica edita da Iride edizioni - Rubbettino. Si intitola “La spalla sinistra di Malcom Young” e al centro della narrazione troviamo i Beautiful Loserz, una band sleazy-rock della provincia marsicana che, dopo uno scioglimento che pareva definitivo, si rimette faticosamente in carreggiata per un’ultima, picaresca avventura: un tardivo album di debutto e un lunghissimo tour lungo lo Stivale
L’estetica del cortocircuito: Luca Pollini racconta l’avanguardia a tempo di rock di Gianni Sassi
Magari il nome Sassi a molti non dirà niente, ma se per caso avete visto “Il lungo viaggio”, biopic Rai su Franco Battiato diretto da Renato De Maria, nella memoria dovrebbe già accendersi qualche lucina. Del resto, ci sono persone capaci di innestare mutazioni profonde nel DNA culturale di un Paese pur rimanendo nell'ombra, muovendosi dietro le quinte come registi invisibili di una rivoluzione permanente e probabilmente impercettibile ai più. Gianni Sassi è stato proprio questo.
L’urgenza del tempo perduto nelle “Epifanie Urbane. Versi Metropolitani Punk Rock” di Domenico Mungo
"Epifanie urbane" è una confessione intima, un’opera rock, un urlo notturno, un documento che narra la storia di una generazione. Come un viaggio sonico tra Seattle e Torino il libro non è una biografia, né un saggio, sebbene potrebbe averne il rigore. È “sceneggiatura sghemba” che intreccia le vite di icone del rock come Kurt Cobain, Layne Staley, Mark Lanegan con la storia vissuta in prima persona da una generazione, quella torinese degli anni '90, che ha cercato di crescere tra le rovine del Secolo Breve
Mark Hollis: A Perfect Silence
I Talk Talk sono stati qualcosa che va oltre una band e la popular music. Un paradosso vivente, un’anomalia meravigliosa nel cuore del sistema discografico. Difficili da catalogare, capaci di scalare le vette del pop di massa per poi smontarlo pezzo dopo pezzo, fino a ridurlo a pura astrazione. La loro musica è stata una sorta di ascesa verticale, dalle intuizioni synth-pop tra echi new wave e new romantic che hanno fatto ballare il mondo intero. per chi vuole entrare nei segreti della trasformazione dei Talk Talk esiste un testo davvero notevole che si intitola “Mark Hollis: A Perfect Silence”, scritto dal giornalista inglese Ben Wardle. La nota dolente è che non sia stato ancora tradotto nel nostro paese, ma qualcuno forse ci sta pensando proprio in questo momento.
Orbited Factory e il ritorno di Oliver Chaplin
Esiste un filo rosso che lega la psichedelia rurale del 1974 alle piattaforme digitali di oggi. È immerso nell’umidità delle colline gallesi e corre fino al computer di un’etichetta nostrana che ha deciso di sfidare il tempo. Oliver Chaplin, nel lontanissimo 1974, tra le mura di una fattoria del Galles, registrò “Standing Stone”, un album viscerale, sospeso tra un blues arcaico e una psichedelia fatta di distorsioni domestiche. Di questo disco vennero stampate soltanto 250 copie.
Conan il Ragazzo del Futuro: il sopravvissuto che ha cambiato la Storia
Se pensi a Conan, senti subito il profumo della salsedine e il rumore del vento tra le ali di un aliante. Per molti di noi, Conan è il volto dell’infanzia, il primo grande capolavoro diretto da Hayao Miyazaki; ma dietro le immagini poetiche dello Studio Ghibli si nasconde un’anima di carta e inchiostro nata dal genio di Alexander Key
Nick Drake e l’arte di sparire in dieci passi nel nuovo romanzo di Luca Ragagnin
Ci sono dodici secondi di pellicola sbiadita, un frammento muto catturato in un festival mai identificato dei primi anni Settanta. In quei fotogrammi, una sagoma alta e dai capelli lunghi si allontana di spalle dalla cinepresa, mescolandosi alla folla. Quella sagoma è Nick Drake e, in quel video, compie esattamente dieci passi prima di uscire dall'inquadratura. In questo nuovo volume, l’autore ci offre l’apice della sua capacità di sintesi lirica, rendendo omaggio a un artista che, come lui, ha sempre lavorato sulla sottrazione e sul peso specifico delle parole Ragagnin, con la sua esperienza di narratore, poeta e drammaturgo, riesce a trasformare la materia biografica in un flusso di coscienza che sembra ricalcare la struttura circolare e ipnotica delle accordature aperte di Drake, creando un testo che esplora la risonanza del silenzio e la dignità di chi ha scelto di non urlare per essere ascoltato