Let Children Be Children Again
Il progetto di queste due bravissime ragazze nasce quasi come una sfida; quella di trasmettere alla gente emozioni tramite uno stile nuovo e suoni poco sentiti nel mercato italiano.
- Artista
- Trees Take Life
- Etichetta
- CD autoprodotto
Fate che i bambini siano ancora bambini. Questa è la traduzione di “Let Children Be Children Again”, primo EP inciso dai Trees Take Life: duetto composto da Martina chitarra acustica, melodica, glocknspiel, violino e voce) e Mina Chiarelli (piano, tastiere, groovebox e voce).
I cinque brani che compongono l’EP sono stilisticamente completamente diversi l’uno dall’altro, ma se ascoltati attentamente, hanno tutti lo stesso effetto: rilassano e fanno sognare l’ascoltatore, che si perde in un sound quasi mistico e si perde in quelle melodie che entrano direttamente nel cuore, senza essere filtrate dal nostro cervello.
Il progetto di queste due bravissime ragazze nasce quasi come una sfida; quella di trasmettere alla gente emozioni tramite uno stile nuovo e suoni poco sentiti nel mercato italiano.
L’EP è autoprodotto e le canzoni che lo compongono sono: “Celtic Thoughts”, “The Station”, “Let Children Be Children Again”, “Sunmarine” e “Tic Tac”.
L’originalità di questo lavoro è davvero tanta, solo che, come spesso accade, la musica strumentale corre il rischio di divenire ripetitiva; cosa che si verifica nel quarto brano dell’EP “Submarine”.
Il giro utilizzato diviene quasi simile ad uno di quei loop utilizzati nella musica elettronica e questo crea noia e quasi stress nell’ascoltatore. I suoni della prima canzone “Celtic Thoughts” invece, lasciano davvero stupefatti; onde del mare, ritmi particolari e arpeggi psichedelici.
Le voci del duetto Chiarelli-Sanzi sono perfette per questo stile di musica: leggere ed armoniose, anche se questa componente è poco presente nell’EP e, a mio dire, avrebbe sicuramente aiutato questo lavoro ad essere più ascoltabile ad un pubblico più vasto.
Nel complesso questo EP è consigliabile a chi ama la musica in tutte le sue sfaccettature, in quanto l’ascoltatore sintonizzato su un solo genere musicale difficilmente potrebbe apprezzare pienamente questo lavoro.


