Worn Out
I fiori sono marci e piangenti, le nuvole son grigie e fangose, il cielo è pesante. Ecco il dipinto lirico dei Bad Blood.
E con la fervida immagine della propria morte in cui persone inutili, lacrime odorose, contornano i pensieri funesti in “Life Flows”, in cui una fissità pletorica ostacola il flusso vitale, che sembra deviare colui che vive di una felicità aleatoria.
L’immagine poco ariosa e bigia di “Poisoned”, reca incisa sul dorso l’immagine di una turpe realtà, che stupra la sensibilità inerme, di fronte a “grey walls, black clouds”, che contrastano con gli idilliaci giardini verdi citati nel testo.
Accanto alla “dialettica coloristica” una capacità notevole di esprimere i fragori nella testa, che si traducono in lacrime di niente, senso di perpetua amarezza, con nuvole fangose che inseguono come gorgoni impazzite, e le mani cercano confusamente l’antidoto “where is the pill?”.
A tratti lisergici, ma dagli effetti tutt’altro che policromi, sono cupi, grigi, la lama delle sensazioni è infetta da “Bad Blood” dal potere caustico. Il costante senso di logoramento, che lacera e deteriora tutto ciò che traspira flussi linfatici, vien accarezzato dalle note grunge del disco, con leggera inflessione verso germi punk.


