Emergenti 23 Agosto 2010

Apus Revolution Rock

Copertina gialla con moniker nero, in mezzo un fulmine rosso (chissà perché). Tutto nella norma, cose che una vera punk-band deve fare, almeno in copertina.

Artista
La Ira De Dios
Etichetta
World In Sound

Copertina gialla con moniker nero, in mezzo un fulmine rosso (chissà perché), nel backfront invece una classica foto in bianco e nero molto punk, con il chitarrista piegato all’indietro, sulle ginocchia, sguardo verso la batteria mentre impugna la chitarra come fosse l’estensione del suo “membro”. Tutto nella norma, cose che una vera punk-band deve fare, almeno in copertina. Li avevo visti live allo Stone Hand Of Doom e ammetto che mi aveva incuriosito la loro formula grezza, e violenta, fatta di riff sexpistoliani (”Revolucion”) e urla psicotiche.
Rough mixing e rifferama ossessivo sono il tappeto su cui si schianta una voce roca, terribilmente nervosa. Il cantato, in spagnolo, fa riferimento a testi politicamente schierati e molto “scorretti”. Per molti passaggi più che la band di Johnny Rotten ricordano la ritmica rantolante dei Motorhead d’annata (”Misantropo”).
Ma non è tutto la band sa infilare, in questo panorama, piccoli accorgimenti che rendono questo disco scattante come l’attacco di un cobra, veloci e mortali la Ira De Dios non lasciano scampo. Riferimenti ai Fuzztones, assoli veloci e taglienti, più vicini all’hard rock che al punk, e riff che omaggiano i Fu Manchu(”Lima Ciudad”).
“Guerrila A Go Go” è costruita interamente sul riff di una famosa canzone di due parole che iniziano per “L” e finiscono per “E”, vediamo quanto siete bravi a scoprilo da soli. Sentire un disco cosi, alle otto di mattina, dopo una notte tormentata dall’umidità infernale e dal ronzio fisso del ventilatore è un vero sballo, soprattutto se subito dopo dovessi partire per una missione in Cambogia, ne rimarrebbe solo uno, IO.