Emergenti 12 Luglio 2011

Il Rumore Dei Sassi

E' un buon lavoro, le loro canzoni hanno un suono compatto e sono eseguite in modo professionale, ma non è certo un lavoro originale. Melodie che alla fine dell'ascolto non lasciano molto in più di una sensazione di “già sentito”.

Artista
Koinè
Etichetta
Alka Record

“Il Rumore Dei Sassi” è il primo album, dopo l’uscita di due fortunati EP, dei Koinè, giovane band ferrarese. Per la composizione la band ha avuto la fortuna di collaborare con due noti produttori/compositori/musicisti Davide Romani (nei brani “Non Ridere Di Me” e “100 Volte”) e Iarin Munari (nel brano “Lasciami Cenere”). Il loro album è un canto di speranza, desiderio di superare gli sbagli del passato, i ricordi opprimenti e di liberare le proprie idee per creare il futuro che si sogna. Non è un tema nuovo sull’orizzonte musicale, ma è certamente un tema dove molti vi si possono rispecchiare.
L’abilità dei Koinè sta nel presentare questo tema attraverso testi semplici, immediati che permettono di cogliere subito il messaggio più profondo del brano; e nel riuscire ad amalgamare testo e melodia, cosicché l’ascoltatore entra in empatia con il cantante anche se si ascolta distrattamente il testo. Un album come tanti altri che alterna canzoni rock energiche a canzoni più lente e quasi più vicine al pop che al rock. “Il Rumore Dei Sassi” e “Sul Mio Binario” sono tra le canzoni più lente, ma anche tra le più empatiche dell’album, attraverso testo e melodia riescono a portare colui che ascolta all’interno del loro mondo di sogni e speranze. Mentre la confusione di un ragazzo che non sa più quello che vuole viene espressa dalle note rock energiche di “Sfogo” e sullo stesso genere accattivante si ha anche “L’effetto” che si presenta come una tra le più belle dell’album.
Purtroppo si passa facilmente da brani con melodie elaborate come “100 Volte” a canzoni pop dalla melodia banale che finiscono con il diventare quasi monotone, ad esempio “Con Te”. Sorprende la scelta di “Non Ridere Di Me” come primo singolo, poiché la canzone non è molto originale e nemmeno tra le migliori e più rappresentative dell’album.
E’ un buon lavoro, i brani hanno un suono compatto e sono eseguite in modo professionale, ma non è un lavoro originale. Melodie già sentite in migliaia di altri dischi, testi carini, ma abbastanza scontati. Un album che alla fine dell’ascolto non lascia molto in più di una sensazione di “già sentito”.