Kill, Hermit!
La loro personale esplorazione dell’universo psichedelico è molto originale e se riuscite a immaginarvi una sorta di Melvins attualizzati e con voce femminile, quasi quasi ci siete.
- Artista
- Mad Chickens
- Etichetta
- Lady Music Records
Non vi faranno schizzare dalla sedia a meno che non soffriate di nostalgia cronica per la psichedelia e tutto quello che musicalmente ne consegue; bisogna però ammettere che questi “polletti pazzi” si danno da fare a cercare qualcosa che non sia il solito post-grunge progenie di Nirvana, Alice In Chains, e possiamo anche fermarci qua, che tanto i nomi che girano – e che tutti conoscono – sono sempre quelli.
I Mad Chickens da Avezzano, originariamente LE Mad Chickens, hanno avuto una storia particolarmente travagliata e non sono ancora approdati a una formazione stabile (sono attualmente in cerca di bassista, nel caso qualcuno volesse proporsi). La loro personale esplorazione dell’universo psichedelico è però molto originale: certo non manca qualche stereotipo legato più che altro all’ondata più recente del movimento, ma nel complesso se riuscite a immaginarvi una sorta di Melvins attualizzati e con voce femminile, quasi quasi ci siete.
Il che significa: dissonanze e disarmonie perforanti, occasionale presenza di sonorità cupe e inquietanti, voce serpeggiante e portata all’improvvisazione. Tra le tracce spicca in modo particolare Horses Enchantress, introdotta da un ipnotico carillon che ritorna, come un rintocco ossessivo, per tutta la durata del brano. Bella anche l’acustica Fell In Love, anche se forse c’entra poco con il resto dell’album. Sicuramente una buona proposta in sede live. Da seguire.


