Lux&Uria
Un album dalle sonorità e dai contenuti dicotomici, da ballare e da ascoltare e che nella performance elettronica più pura trova la sua maggiore espressione, tra astrattismo e cubismo sonoro.
È un elettronica evanescente, a tratti impalpabile e spaziale, quella proposta da Faust Degada (aka Fausto Crocetta). È un sound che si dipana lungo universi paralleli a metà strada tra sonorità terrene, melodie metalliche e ritmiche cosmiche e che si struttura inseguendo ambientazioni dal sapore robotico e umano al contempo.
In ”Lux&Uria” i suoni vengono costruiti all’interno di una navicella di bit dalle colorazioni musicali che spesso sfumano sull’etereo per poi farsi più corpose e viceversa, tra IDM, ambient ed elettronica più classica.
Paesaggi sonori surreali e concreti si alternano così tra loro in balia di tribalismi industriali (She Kkows My Way, Emma Cipapa (Pakita)), vortici di loop (Lav Shus, I Step On Your Line And I’m Wrong), sentori di spettrale classicismo (Could Your Answer Chill My House?), foreste sonore aliene e intangibili (Teldem, Bapama Puk, Gadem, Bopid Manar) e spiriti invisibili (Lakaw).
“Lux&Uria” è un album dalle sonorità e dai contenuti dicotomici, da ballare e da ascoltare. Un disco che è simile a un quadro dai colori ben amalgamati tra loro, che prende vita all’interno di una mostra astratta e allo stesso tempo concreta e che nella performance elettronica più pura trova la sua maggiore espressione, tra astrattismo e cubismo sonoro.


