New Releases 24 Dicembre 2013

Trance 44

Gli Appaloosa ci trascinano con il loro quinto album nella loro personalissima quinta dimensione. Più raffinato rispetto ai precedenti ci permette di apprezzare non solo il viaggio, ma anche le loro capacità musicali e le scelte stilistiche.

Artista
Appaloosa

“Trance 44” degli Appaloosa non è tanto facile da masticare quanto l’acido che è servito da ispirazione per le orecchie meno abituate ad una psych dura e primitiva. Ragazzi lasciate per un attimo perdere gli amati Tame Impala: psych sì, ma farcita di metadone. Niccolò Mazzantini e Marco Zaniello ci trascinano con il loro quinto album nella loro personalissima quinta dimensione: quando senti di star scivolando via in un sonno ipnotico cullato dal basso pesante e lento, la batteria, suonata quasi con ossessione maniacale, ti riporta in uno stadio di Trance molto più simile ai riti voodoo africani che alle sedute spiritiche.
Prendi un concetto: Trance pensa a tutto ciò che ti ricorda, dai santoni indiani ai primitivi del Sudamerica imbottiti di piante psicotrope e registra un album che racchiuda in 11 tracce tutte queste sensazioni aggiungendo una leggera scia noize in alcune e un sottofondo quasi chill in altre (Where Is The Sonny).
Nel New Mexico fa caldo e la temperatura si sa aiuta la lucidità a scivolare via, a Livorno c’è il mare che mitiga ma se poi arrivano gli Appaloosa l’effetto è più o meno lo stesso. Questa psych/ funk/trance band attiva dal 1998 (che oltre i due livornesi comprende anche Dyami Young e Diego Ponte) ci regala venti minuti di trip senza bisogno di un biglietto aereo o di un “cartoncino”.
Rispetto ai lavori precedenti “Trance 44” è più raffinato, la scelta delle tracce è meglio calibrata e alcune come Barabba live permettono di apprezzare non solo il viaggio, ma anche le loro capacità musicali e le scelte stilistiche. Un Super Drug Bust? Avremmo voluto che durasse di più.