Italiani 19 Marzo 2023

III

Power trio romano dall'approccio diretto e grezzo, allevati a pane e riff pesanti che fonde riff figli dei Black Sabbath con il punk garage degli Stooges, il tutto sporcato da psichedelia seventies.

Artista
Fvzz Popvli
Etichetta
Retro Vox

Power trio romano dall’approccio diretto e grezzo, allevati a pane e riff pesanti che fonde riff figli dei Black Sabbath con il punk garage degli Stooges, il tutto sporcato da psichedelia seventies.
Il nuovo lavoro si mostra lentamente attraverso l’opener Outro il cui incipt è affidato a percussioni in lenta progressione seguite da accordi abrasi dal fuzz. Single note dissonanti prodotte dalla asce, e su cui s’innesta il basso, incidono la struttura di Monnoratzo, caustica mazzata di sfondamento che scaglia dardi aggressivi, sfoggia eleganti svisate jazz e un canto vicino al piglio rabbioso di Zack De La Rocha. Kvng Fvzz procede sotto l’effetto dopante del cry-baby di memoria hendrixiana, decorata da linee vocali sghembe che scomodano i Primus e una sezione centrale ben dilatata. Subito dopo, per par condicio, sferrano un attacco diretto optando per la destruttrazione del punk attraverso l’ansiogena Post **it che insieme a Tied formano una formidabile doppietta. Si divertono alla grande in The Last Piece of Shame su giri di basso canonici e melodie appiccicose mentre le chitarre torreggiano alternando assoli melodici a fraseggi più indigesti fregandosene della forma classica.

Se nei capitoli precedenti ci avevano abituati a un mix di stoner e desert rock, in quest’ultimo si cambia rotta attraverso assoli lancinanti, blues caustico e suono lo-fi, quasi come fosse stato registrato in presa diretta.