Cattivi Pensieri a Manhattan
C’è un sottile filo rosso che lega il noir classico dei maestri come James Cain ed Elmore Leonard ai romanzi nevrotici e intrisi di humour nero di Jason Starr.
C’è una capacità affabulatoria di prim’ordine...
- Artista
- Jason Starr
- Etichetta
- Meridiano Zero
C’è un sottile filo rosso che lega il noir classico dei maestri come James Cain ed Elmore Leonard ai romanzi nevrotici e intrisi di humour nero di Jason Starr.
C’è una capacità affabulatoria di prim’ordine a modellare una trama che lentamente cresce deflagrando nelle mille schegge impazzite di una follia annunciata.
Richie Segal è un commerciale di successo che non riesce più a chiudere un contratto da quando è arrivato alla Midtown Consulting, una delle più importanti software house di Manhattan, ha una moglie che macina dollari e promozioni ad un ritmo impressionante mettendo in difficoltà il suo ego di macho ferito e, come se non bastasse, non riesce a scrollarsi di dosso l’incubo vissuto per colpa di Michael Rudnick da bambino.
Ma è proprio quando incontra nuovamente quest’ultimo in carne ed ossa che i ricordi tornano a fuoco e la mente di Richie comincia a sbandare.
La classe non è acqua, davvero, e in questo suo nuovo lavoro, sempre per la lungimirante e padovana Meridiano Zero, Jason Starr dà vita ad una corsa al massacro come mai aveva fatto prima d’ora.
Una trama lucida, squisitamente calibrata, una capacità sorprendente di mettere insieme i dettagli incastrandoli con precisione chirurgica, un meccanismo che non lascia scampo e chiude tutte le possibilità una dopo l’altra.
Di Jason Starr stupisce lo stile, così maturo e caratterizzato, quella cura straordinaria nel costruire personaggi dalle mille sfaccettature e nel gestire un intreccio che ha sempre il sapore di una storia reale, verosimile, talmente legata alla vita vissuta che a volte viene da chiedersi se non saremo noi, un giorno, i protagonisti del suo prossimo romanzo.
Spietato.
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