Il cieco e la ballerina
I racconti contenuti nel libro d’esordio di Joao Gilberto Noll sono come spari su carta, denti spezzati, pietre dure dai bordi grezzi e taglienti, sfoderano uno stile asciutto, scabro, funzionale ai fatti, non indulgono nell’attesa
- Artista
- Joao Gilberto Noll
- Etichetta
- Barbera Editore
I racconti contenuti nel libro d’esordio di Joao Gilberto Noll sono come spari su carta, denti spezzati, pietre dure dai bordi grezzi e taglienti, sfoderano uno stile asciutto, scabro, funzionale ai fatti, non indulgono nell’attesa, “mordono” subito, fino in fondo.
Una narrazione crudele, spietata, che affascina per nettezza e concisione e che è preferibilmente slegata da convenzioni e “steccati” letterari.
Da qui il senso profondo di impotenza da parte del lettore, lasciato magari a bocca aperta con un finale di storia mozzato e disturbante o costretto a vagare alla ricerca d’una prevedibilità d’eventi che mal s’attaglia alle evoluzioni acide dello scrittore brasiliano.
“Il cieco e la ballerina” è perciò una miscellanea di racconti del tutto particolari, fonde assieme confessioni oscene e fiabe d’ordinaria violenza, sfoghi brevi e allucinati e canti ammutoliti, tratteggiando un universo di mendicanti e diseredati che si aggrappano disperatamente a rigagnoli lividi di vita come mignatte al sangue.
Non c’è pietismo o compassione però, solo una scrittura lucida che lampeggia e apre ferite, un mulinar d’eventi che sbatte i personaggi come una risacca sugli scogli.
Alternando momenti di quiete apparente ad improvvise fiammate nervine “Il cieco e la ballerina” mostra tutta l’abilità di Noll nel rivoluzionare il concetto stesso di scrittura con quel modo a tratti gaglioffo di interrogare il lettore sul come finirà la storia, che compare ad esempio in “Scene imprecise” e “Il piano suona Ernesto Nazareth”, oppure combinando formule narrative con l’abilità d’uno stregone della parola.
Per questo “Il cieco e la ballerina” è un libro straordinario al punto che è valso all’autore nello stesso anno i tre più prestigiosi premi letterari del suo paese.
Lode dunque a Barbera Editore per aver avuto il coraggio di svelare al pubblico italiano la grandezza di questo sconvolgente scrittore.
Da leggere.


