Indie 11 Dicembre 2012

Allelujah! Don’t Bend! Ascend!

Album umorale, sinfonico, nel quale il collettivo canadese riesce ad amalgamare perfettamente atmosfere classiche e partiture rock/post-rock, creando una lunghissima suite di spessore compositivo ed emozionale

Allelujah! Don’t Bend! Ascend! segna il ritorno sulla scena del collettivo canadese Godspeed You! Black Emperor, dopo dieci anni esatti dal loro ultimo lavoro (Yanqui U.X.O.).

L’album è la trasposizione su disco delle esibizioni live della band eseguite già dal 2003, ed è carico di emotività e di contenuti simbolici. Allelujah! inizia fin da subito a trasportarci in un’oscura dimensione parallela con Mladic, dove i suoni strisciano e si insinuano letteralmente nell’iniziale silenzio cimiteriale, per poi mutare con lo scorrere dei minuti in un continuo climax apocalittico, in perfetto stile progressive à la King Crimson. Il punto di svolta è We Drift Like Worried Fire, segnata da suoni nevrotici, acuti claustrofobici, cupi, addirittura minacciosi, che stordiscono la mente fino a farle perdere ogni possibile contatto con la realtà. Verso la metà dell’album, in particolare in Their Helicopters’ Sing, i riff di chitarra diventano prepotentemente acidi, ossessivi, fino a sfociare in un metal-noise distorto e insistente. I GY!BE chiudono in grande stile con la visionaria Strung Like Lights At Three Printemps Erable, ritrovando, attraverso il suono degli archi, il romanticismo neo-classico insito nei precedenti lavori, qui in parte trascurato per dare spazio a suoni più granitici e drammatici.

Allelujah! Don’t Bend! Ascend! è in definitiva un album umorale, sinfonico, nel quale la band riesce ad amalgamare perfettamente atmosfere classiche e partiture rock/post-rock, creando una lunghissima suite di spessore compositivo ed emozionale.