Anagrams
Dietro un andamento dalle tinte quasi estive, Steinbrink nasconde irrequietezze e racconta storie perdute, attraverso un pop leggero e di facile ascolto.
- Artista
- Stephen Steinbrink
- Etichetta
- Melodic
”Anagrams” è l’ultimo album di Stephen Steinbrink, cantante ‘’nomade’’come viene etichettato, non solo per le differenze di melodie e le irrequietezze di genere che caratterizzano le sue composizioni ma anche per il suo viaggiare senza sosta e per la peculiarità di essere in Tour ormai da 10 anni tra l’Europa e l’America.
Uscito a Luglio 2016, il disco è nato tra le mura di una chiesa sconsacrata sul mare dello stato di Washington. Ogni brano sembra non avere contorno; la voce di Stephen contribuisce a creare scenari surreali, che ricordano le coste brulle e desolate sulle quali questo lavoro è nato. La copertina dell’album introduce a ciò che si troverà all’interno: un senso costante di solitudine e malinconia.
Una delle prime caratteristiche che colpisce è la semplicità: la leggerezza della chitarra e del ritmo pop presenti in ogni traccia, che danno al complesso un andamento quasi estivo, in realtà sono solo la facciata dietro la quale si nascondono storie tutt’altro che spensierate: In Shine A Line On Him viene cantata l’angoscia di ciò che non si riesce a ricordare in quanto dimenticato, probabilmente a seguito di un incontro con la droga. Traspaiono incertezze e sono cantati rapporti d’amore che stanno volgendo al termine (Impossibile Hand).
Attraverso suoni semplici Steinbrink riesce, anche in questo lavoro, a raccontarsi e a ‘’disseppellire ciò che pensavo di avere ormai perduto’’, come egli stesso scrive.
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