Emergenti 10 Marzo 2014

Antenauts

Un'esperienza sonora diversificata nei suoi toni e colori capace che porta l'ascoltatore in un onirico mondo inumano fatto di magma incandescente, nuvole di rumore e metallo, mari luminosi e paesaggi da contemplare.

Artista
Muschio
Etichetta
CD autoprodotto

Spirali strumentali oscure e potenti costruite su un gioco granitico e distorto di chitarre e batterie attorniano e cingono in una stretta serrata le sonorità di questo ”Antenauts” dei Muschio (Alberto Corsi – chitarra, Fabio Poggiana – chitarra, Rino Sorrentino – batteria). Trame di post-core, tra spiritualità psichedeliche e concretezze noise, che sfumano su dissolvenze sonore lisergiche e amplificazioni ritmiche coriacee.
Lente dilatazioni e allucinazioni sabbiose, distorsioni crude e velocità epidemiche, caos e quiete si alternano all’interno di questo album come serpenti striscianti che infettano per forza e vigore (Black Mamba). Armonie sporche (Campari) ed esplosioni epilettiche (Volcano), sprofondano in un incedere cupo e inesorabile (Accimento) per poi abbandonarsi alla tensione di un lento rumore evanescente (Snail, Ariel), al flusso fragoroso di suoni (Fuzz Flu) e alle alienazioni distese dal sapore quasi post rock (Mai).
“Antenauts” è un esordio interessante con buona capacità negli arrangiamenti e cura del suono. Un’esperienza sonora diversificata nei suoi toni e colori più disparati, capace di condurre l’ascoltatore all’interno di un onirico mondo inumano fatto di magma incandescente, nuvole di rumore e metallo, mari luminosi e paesaggi da contemplare.