Emergenti 9 Luglio 2011

Apocalyptic

Le 7 track sono un calibro perfetto e micidiale tra la rocciosità della sezione ritmica e gli ottimi assoli di chitarra. E se questi sono gli effetti degli incubi lovecraftiani... Averne, ragazzi miei, averne!

Artista
Rising Dark
Etichetta
SG Records

Le sdolcinature non stanno di casa dalle parti dei ravennati Rising Dark, già visti in azione a fianco dei Vision Divine e dell’immarcescibile Pino Scotto e ora al debutto discografico con SG Records. Il loro Apocalyptic fonde alcune tra le anime più pesanti del metal, dal death al thrash al black – a tratti – senza tralasciare un riffing sfasato e sanguigno, che aggiunge ritmo e carattere alle tracce.

Il risultato è vivace e tonante, le sette track sono un calibro perfetto e micidiale tra la rocciosità della sezione ritmica e gli ottimi assoli di chitarra di Stanley Bleese, che scongiurano il rischio monotonia. Dalla spettrale title track posta in apertura alle coinvolgenti Armageddon e This Is War (no, se cercate i 30 Seconds to Mars andatevene da qualche altra parte, please), fino alla tempestosa The Bofoid che tanto ricorda gli ultimi Deicide, fino alla conclusiva Phoenix, tutti i colpi vanno a segno, nessuno escluso.
Episodio a sé è costituito dall’agghiacciante e minacciosa Yog Sothoth, in cui i Rising Dark rendono un degnissimo omaggio letterario alla divinità guardiana di H.P. Lovecraft, autore-feticcio del partito metallico.

E se questi sono gli effetti degli incubi lovecraftiani… Averne, ragazzi miei, averne!