Classic Rock 29 Settembre 2006

Ascendancy

Una scarica di energia nel nome dei padri del thrash: è Ascendancy, secondo album dei Trivium, eredi designati di Metallica e Co.. I quattro baby Cavalieri imparano bene, ma in mezzo ci sono 20 anni di storia metal che si fanno sentire

Artista
Trivium
Etichetta
Roadrunner

In Ascendancy, loro secondo album, gli statunitensi Trivium richiamano alla memoria Metallica, Slayer, Pantera e Testament, che anche anagraficamente –gli elementi della band hanno tutti un’età compresa tra i 20 e i 23 anni – potrebbero essere i loro padri, e riaccendono il panorama underground americano, spentosi attorno agli anni ’90.
Anche se hanno ancora tanta strada da fare, i loro miti, i mostri sacri del thrash metal anni ‘80-’90, possono dirsi orgogliosi dei primi passi compiuti dagli eredi Matt Heafy, Corey Beaulieu, Travis Smith e Paolo Gregoletto.
L’influenza degli amati Hetfield e Co., prima dell’esperienza Black Album, è indubbia e sicuramente apprezzata, ma non fermiamoci a piangere i grandi del passato! Ascendancy non è trash puro, è una convergenza di generi diversi, come sottolinea il nome della band che in latino indica l’unione di tre scuole di insegnamento: una multidimensionalità che rende difficile la netta classificazione della produzione firmata Trivium, da molti definita metalcore.
Ascendancy è un album eclettico come dimostra il dualismo vocale, che alterna clean vocals a growl e scream, i tipici timbri raschiato e urlato, e come prova la varietà sonora che avvicenda martellanti colpi di doppia cassa, mitragliate di riff a frammenti melodici.
Gli ingredienti sono miscelati in proporzioni diverse nei vari pezzi, ma il risultato è sempre un mix di potenza e melodia.
Ai ritmi più frenetici di “Drowned And Torn Asunder”, “Like Light To The Flies” e “Suffocating Sight” si accostano le cadenze più emozionali di “Dying In Your Arms”; brani molto distanti dall’intro, “The End of Everything”, un pezzo acustico a base di chitarra e pianoforte, che lascia ipotizzare tutto tranne la scarica di energia che si prepara a folgorare l’ascoltatore.
Esempi della filosofia Trivium sono “Pull Harder On The String Of Your Martyr” e “A Gun Shot To The Head Of Trepidation”, sfoghi di rabbia che intervallano strofe aggressive a ritornelli catchy: pezzi buoni anche se troppo lunghi, come molte delle undici tracce di Ascendancy.
Scuotere la testa per più di quattro minuti è piuttosto impegnativo e a volte il dito scivola sul tasto forward.
I Trivium saranno presto in tour in Italia, come supporter degli immortali Iron Maiden, con due date invernali (02/03 dicembre 2006) al Datch Forum di Assago (MI), e sugli scaffali a ottobre con il nuovo album “The Crusade”, dove promettono un sound più progressivo e niente screaming.
Viste le numerose occasioni per conoscere la nuova rivelazione del metal americano, non si accettano scuse, fatevi sotto e buon ascolto!