Mixing Colours
18 tracce che prendono il nome di colori, ognuna con un significato preciso e un proprio linguaggio fatto di composizioni evocative; un caleidoscopio di suoni, melodie minimaliste e trame ultraterrene
Here Comes the Cowboy
Questo album ha poche increspature, anche se ogni tanto si percepisce la presenza degli elementi grezzi che ci hanno fatto innamorare dello stile del cantautore canadese. Lasciandoci alle spalle le inebrianti riflessioni di This Old Dog, questa volta DeMarco ha deciso di divertirsi (da solo) giocando con complessità e frivolezza allo stesso tempo
Smog
Smog è davvero un secondo primo album, rappresenta un continuum tra il passato e ciò che potrebbe essere il futuro, forse, primo vero secondo disco di Giorgio Poi. Nei suoi nuovi testi c’è sempre un riferimento alla quotidianità Giorgio racconta se stesso attraverso altri volti e lo fa alla sua maniera, in modo delicato e astratto, indice di una malinconia che nasconde abilmente tra il suono “vintage” di tastiere e chitarre
Go Go Diva
Con questo progetto la “queer” band, che da sempre fa della sperimentazione la sua arma più potente, prosegue il percorso intrapreso con i primi due dischi. Visionari e trasversali, con questo nuovo disco Dario Mangiaracina e Veronica Lucchesi aprono le porte all’elettronica che si unisce armonicamente alle loro performance teatrali e alla scrittura di liriche profonde e intime. Non è possibile definirli, cristallizzarli o etichettarli in un genere preciso, poiché il loro “genere” è in continua formazione ed evoluzione
Negro Swan
Un disco musicalmente interessante di un autore che spazia senza indugi tra differenti generi e progetti. Devonté Hynes, in arte Blood Orange ha registrato questo suo ultimo lavoro in giro per il mondo, dormendo dove capitava e cercando di registrare in studio con qualsiasi attrezzatura disponibile, e il risultato ottenuto non poteva essere dei migliori: intimo e personale, travagliato ed introspettivo, senza mai (s)cadere in una sofferenza monocorde
Wide Awake
Con il suo fascino rilassato, la sua verve e la sua schiettezza il cantante nativo del Tennessee ci dimostra il suo acume nel confezionare un “pacchetto” davvero accattivante che consacra un’artista meritevole di averci regalato un disco pop contemporaneo e rinfrescante, unico nel suo genere; insomma, una delizia assoluta
“I Am a Lot Like You!” Tour @ Circolo Magnolia, Milano 27 giugno 2018
Come una moderna Eva, fragile e allo stesso tempo tentatrice, St. Vincent suona senza sosta la sua chitarra non risparmiandosi in evoluzioni degne di nota e rivelando (ancora una volta) le sue indiscutibili abilità canore e di musicista. Dotata di una bellezza eterea ed una sensualità extraterrestre, incanta i presenti con la voce dal timbro alieno pregno di contrasti e sfumature, senza alcuna sbavatura e nessuna imprecisione
Pish
Quest’album è un concentrato di melodie e di “groove” meravigliosamente estivi. L’assoluta freschezza dei pezzi rende questo lavoro un sogno che a tratti ha dell’ipnotico. Il musicista norvedese, abbandona l’indie-fun dei “Kakkmaddafakka” (sua band di origine), per andare incontro a sonorità sicuramente più eleganti<br>
7
Il numero 7 racchiude in sé molteplici significati, si dice che abbia a che vedere con la capacità di fondere la magia con la realtà o che realizzi il magico nel quotidiano. Nella numerologia rappresenta il ricercatore, il rivelatore, la chiave di tutte le verità. Sette sono anche gli album che hanno permesso al duo di Baltimora di affinare il loro suono colorandolo negli anni di unicità, raggiungendo un equilibrio perfetto tra dolcezza e malinconia, luce ed oscurità
Un’erezione triste
Nonostante il sold-out, questa edizione del MI AMI e la presenza massiva di orde inferocite di risvoltini, non sono riusciti ad emozionarmi… Caro amico “indie”, secondo me c’è un tempo per tutto. C’è un tempo per l’esposizione costante ai testi banali dei nuovi di turno, che omologano i cervelli senza dire niente di nuovo, così come c’è un tempo per le canzoni in copia carbone. Questo non è più il tempo, almeno per me, di parlare di musica indi(e)pendente che di indie in verità, non ha nemmeno l’odore