Cristina Donà live @ Piper Club – Roma, 3 maggio 2012
Cristina Donà è una splendida quarantenne piena di energia e, solo per chi non ha seguito con attenzione il suo percorso artistico, terribilmente rock!
Questo 3 maggio ha offerto, a un Piper abbastanza gremito, una performance che rimette in pace col mondo e infonde vitalità. Lei parla d’amore con testi di fine grana mai banali e lo fa passando attraverso la sua chitarra acustica con incursioni elettriche.
Elegante, di nero vestita, apre la tappa romana del Torno a casa a piedi Tour con una versione rock di Niente di particolare (a parte il fatto che mi manchi), seguita da Stelle buone ancora più appassionata e febbrilmente rock. Saluta il pubblico e interagisce chiedendo una macchinetta digitale alle prime file: “anche io voglio farvi una foto”.
Il ritmo rallenta durante In un soffio, il cui incipit per voce e tastiere (Stefano Mariani) si unisce al canto dell’intera sala. La sezione ritmica è affidata al contrabasso di Emanuele Brignola e alla batteria di Piero Monterisi che le cuciono addosso un’inedita veste jazz.
E poi si balla su Miracoli mentre il pubblico è nuovamente coinvolto in Più forte del fuoco, Cristina chiede di schioccare le dita, ne viene fuori un ritmo caldo e ipnotico che vira, inaspettatamente, su Don’t Worry Be Happy.
Prevalgono i brani dell’ultimo album ma si pesca a piene mani anche dal passato: in ordine arrivano Settembre, per voce e batteria, poi Goccia, di cui ricordiamo un’intensissima versione con Robert Wyatt.
In dirittura d’arrivo la voce di Cristina Donà appare affaticata, ma niente paura: il pubblico è tutto dalla sua e sa come sostenerla cantando tutti i brani a memoria.
Si va da Invisibile al rito collettivo di condivisione della musica e parole in Universo le cui note s’estendono fino a diventare quelle di Across The Universe.
Dopo aver raccontato l’amore in tante forme, la singer sceglie di chiudere con un brano che sembra un monito: Ho sempre me accolta con ruggito al suo fedelissimo pubblico.
Se non c’eravate è un problema vostro, non di certo mio.


