Disorder. La storia dei Joy Division
"Disorder. La storia dei Joy Division" è uno splendido volume. Lettura piacevole, assai consigliata alle giovani generazioni e a chi desidera avvicinarsi per la prima volta alle vicende di Ian Curtis e dei Joy Division attraverso il racconto. Per chi invece conosce e ama la band e conosce la sterminata bibliografia dedicata ai Joy Division accumulatasi negli anni e cerca nell’analisi il rigore della ricerca fattuale o uno sguardo capace di scardinare i luoghi comuni del post-punk, il libro potrebbe apparire più vicino a una manieristica e consapevole operazione di costume che a un nuovo ed essenziale contributo storiografico.
- Artista
- Fernando Rennis
- Etichetta
- Nottetempo
- Anno
- 2026
Le geometrie dell’ombra secondo Fernando Rennis
Quando Fernando Rennis pubblicò “Charming Man“, la monografia dedicata agli Smiths per Nottetempo l’impressione fu quella di trovarsi di fronte a una splendida sintesi, un lavoro capace di raccontare il contesto socio-politico dell’Inghilterra di fine anni Settanta e la storia fragile e contraddittoria di Morrissey e Marr ma soprattutto capace di coinvolgere profondamente e con genuinità per il suo modo di trattare l’argomento. In “Pop is Dead” dedicato ai Radiohead, Rennis apparve più cerebrale, come sintonizzato sulla natura “distante” della band di Oxford, lasciando emergere una narrazione più indiretta e più artefatta.
Con “Disorder. La storia dei Joy Division“, Rennis torna a casa, la Manchester post-punk, nel grigiore industriale, ritorna all’estetica della Factory che ha già trattato magistralmente in “Un glorioso fallimento. L’eterno presente della Factory Records” per arcana, e torna ai 1444 giorni che tra il 1976 e il 1980 hanno ridefinito il rock moderno.
E se a fronteggiare una materia “epica” come questa si corre sempre il rischio di cozzare pesantemente contro il muro gigantesco del già narrato, dalle monumentali ricostruzioni di Jon Savage con “Joy Division. Autobiografia di una band” ma pure England’s Dreaming e altri saggi sulla scena di Manchester, letteralmente Bibbia per i posteri, fino alla dolorosa e intima testimonianza di Deborah Curtis con “Touching From a Distance“, arrivando all’originalissimo “Our vision touched the sky. Fenomenologia dei Joy Division” a cura di Alfonso Amendola e Linda Barone edito da Rogas nel 2021 e alla quantità infinita di memorie dei protagonisti e alle monografie e pure alle infelici ricostruzioni a fumetti con cui case editrici di varia natura e dimensioni hanno riempito gli scaffali per decenni, la parabola della band di Ian Curtis sembra oggi saturata sotto ogni punto di vista.
Rennis con “Disorder” conferma la sua prosa fluida, traccia con precisione le coordinate storiche costruendo un testo che risponde a un’architettura visiva e narrativa chiara, capace di far muovere la band dentro un panorama sociale e di cronaca ben delineato, proprio sul piano dell’approccio si avverte qualcosa di stridente per il lettore: “Disorder” pare seguire una tendenza oggi molto diffusa nella saggistica divulgativa, quella di privilegiare il racconto d’atmosfera, il filtro della propria sensibilità e la suggestione narrativa a scapito dell’indagine metodologica sui fatti, della consequenzialità degli eventi e del realismo delle testimonianze.
La scrittura tende a riorganizzare la mitologia attorno a Ian Curtis attraverso un’impalcatura drammaturgica dando l’impressione di trovarsi di fronte a un percorso emotivamente “preconfezionato”, in cui la complessa vicenda dei Joy Division viene guidata all’interno di una cornice romanzata in cui il colore dell’epoca e l’intenzione narrativa rischiano a volte di smussare gli angoli più opachi e irrisolti di quella stagione.
“Disorder. La storia dei Joy Division” è in ogni caso uno splendido volume. Lettura piacevole, assai consigliata alle giovani generazioni e a chi desidera avvicinarsi per la prima volta alle vicende di Ian Curtis e dei Joy Division attraverso il racconto. Per chi invece conosce e ama la band e conosce la sterminata bibliografia dedicata ai Joy Division accumulatasi negli anni e cerca nell’analisi il rigore della ricerca fattuale o uno sguardo capace di scardinare i luoghi comuni del post-punk, il libro potrebbe apparire più vicino a una manieristica e consapevole operazione di costume che a un nuovo ed essenziale contributo storiografico. Al lettore più esigente spetta non fermarsi alla storia e il compito di cercare oltre il testo la verità viva e inafferrabile dei fatti. Perchè certe storie vanno oltre ogni possibile narrazione. Oltre il mercato e le mode. Oltre il tempo. Oltre la morte. Oltre tutto.
- Scheda del libro
- Titolo: Disorder. La storia dei Joy Division
- Autore: Fernando Rennis
- Editore: Nottetempo
- Collana: Cronache
- Anno di pubblicazione: settembre 2026
- Pagine: 300 pagine
- ISBN 9791254802809
- Prezzo di copertina: € 20,00 (e-Book € 13,99)


