Emergenti 19 Settembre 2013

Dove

Un bel disco di rock cantautoriale mainstream e decisamente pop, ben prodotto e confezionato con un gusto negli arrangiamenti che non eccede mai.

Il secondo disco della band romana Dieciunitàsonanti è un bel disco di rock cantautoriale mainstream e decisamente pop, ben prodotto e confezionato con un gusto negli arrangiamenti che non eccede mai. Le tredici canzoni di “Dove” – questo il titolo dell’album – scorrono liscie grazie al lavoro di Luca “Mokadelic” Novelli e Paolo Benvegnù ai cori e tuttavia non riescono quasi mai a catturare totalmente l’attenzione dell’ascoltatore medio.
Per intenderci, è tutto molto “giusto”, regolare e senza spigoli vivi, ogni cosa al suo posto: ma in un panorama indipendente italiano che ormai vive della propria saturazione è difficile poter distinguersi e svettare sulla media in questo modo. La delicata pregievolezza della title track e dei suoni acustici di ..E non andar più via suggeriscono che la band riesce a essere decisamente più incisiva quando prediligono toni più sommessi e sussurrati; nell’ambito dei pezzi più spinti non sembra esserci un brano di punta o così forte da poter essere trainante per l’intero album, eccezione fatta per l’opening track Il Giorno della Festa e Claudia alla Stazione.
Chiariamo subito che il disco arriva sincero alle orecchie dell’ascoltatore ma non ‘morde’ come dovrebbe; e nonostante questo il lavoro delle Dieciunitàsonanti viene promosso perché riesce comunque a consegnare un buon prodotto, calibrato anche nei testi che riescono ad essere alla portata di chiunque senza scadere nel banale. Ma la chiusura assolutamente acustica di Non Riesci a Sorprendermi suona quasi come uno scherzo alle nostre orecchie.