Dredg live @ Circolo degli Artisti – Roma, 21 giugno 2011
Curiosi di vedere cosa ne è rimasto dei Dredg, band californiana autrice di tre ottimi album e due disastri di dimensioni titaniche, abbiamo risposto all’appello presenziando alla loro data romana. In una afosa serata, che offre un bel po’ di carne al fuoco sparsa per la città, ci rechiamo al Circolo degli Artisti la cui sala semipiena o semivuota, a voi la scelta, accoglie Gavin Hayes e soci per una serata davvero infuocata.
A dire il vero molti erano i dubbi dopo il vergognoso Chuckles And Mr. Squeezy ultimoge(m)nito che ha sprofondato la band in un’atmosfera lagnosa, privandola della spina dorsale e affidando il tutto a melodie spente, riff impomatati da una produzione scandalosa. Ma come a volte succede in questi casi in sole tre canzoni i cinque californiani riescono a ribaltare le aspettative con un suono aggressivo e potente, a sostegno dell’ottima voce di Gavin, capace di voli pindarici da brivido. Il loro propulsore pazzo, Campanella, è la vera attrazione della band: incapace di stare fermo per più di tre secondi su un ritmo il “nostro” funambolico batterista sfoggia un gioco di pattern intricato, fatto di abbellimenti sull’high hat sfociati in sonore e poderose legnate. Qualcuno avrebbe dovuto spiegargli sin da piccolo che è inutile picchiare con tanta rabbia quelli pelli, perche risponderebbero lo stesso alle sue sollecitazioni. Ma Dino sembra fregarsene dimostrando di essere un batterista muscolare e strutturato che ama esplodere i suoi colpi con violenza controllata.
Il muro di suono creato da Mark Engels alla chitarra e Drew Roulette al basso innalza il picco emozionale di una band che, dal vivo, merita ancora elogi e applausi spellamani. Effetti elettronici e una seconda chitarra appesa, a fasi alterne, al corpo di Gavin danno le ultime pennellate ad un concerto in cui il vecchio e il nuovo, più l’ultimo a dire il vero, si danno il cambio in un susseguirsi di emozioni che il pubblico non si lascia scappare. I presenti, con qualche eccezione, dimostrano di conoscere tutta la loro discografia cantando brano per brano le singole strofe, riconoscendoli dopo pochi secondi dall’incipit.
In un’ora e mezza i Dredg vincono 3-0 sotto tutti i punti di vista, spazzando via ogni incertezza. Se la memoria non inganna e la senescenza non è avanzata violentemente la scaletta dovrebbe essere quella riportata qui sotto. Nel caso fosse errata accetterò fustigate e insulti.
SETLIST:
Another Tribe
Upon Returning
Not That Simple
Bug Eyes
Information
Whoa Is Me
Movement V: 90 Hour Sleep
Lightswitch
Ode To The Sun
Planting Seeds
Down Without A Fight
Pariah
Of The Room
The Thought Of Losing You
Hung Over On A Tuesday
The Canyon Behind Her
Down To The Cellar


