Rock 19 Dicembre 2012

Early In The Morning

L'album è confezionato alla perfezione per incastrarsi entro i canoni del pop-rock: dieci pezzi tutti accordi semplici, ritornelli immediati e riffini orecchiabili, forse anche troppo semplici ed immediati.

Ascolto piacevole “Early In The Morning” dei Down To Ground. Ottimo a prima mattina (come da titolo), con la carica giusta per riprendersi dal letargo, ma non troppo impegnativo vista l’imperante sonnolenza mattutina.
È la prima prova in studio per la formazione trevigiana, che ci tiene a sottolineare il suo carattere multietnico e multiculturale: due quarti della band sono italiani, gli altri due di origini neozelandesi e cinesi. Inglese la lingua con cui scrivono i loro testi.
L’album è confezionato alla perfezione per incastrarsi entro i canoni del pop-rock: dieci pezzi tutti accordi semplici, ritornelli immediati e riffini orecchiabili, forse anche troppo semplici ed immediati.
Ad ogni attacco pensi “carina questa”, seguito subito dopo da un “questa l’ho già sentita” o “assomiglia a quella di…”. Effettivamente la sensazione di scopiazzature qui e lì è costante per tutta la durata del disco, che siano consce o frutto delle influenze della band poco importa.
Buona, tutto sommato, la produzione e le performance strumentali e vocali dei quattro Down To Ground (nel lavoro ci trovate anche qualche assolo di chitarra niente male).
Grande assente però quel tocco di personalità, interpretazione e unicità indispensabile affinché, una volta finito l’ultimo brano, quel disco non sia solo uno tra i tanti, piacevoli ascolti che passano per il tuo stereo una volta e solo una.