Elvis 30 Number 1 Hits
Ennesima uscita di una raccolta del King of Rock'n'Roll, ma il venticinquesimo anniversario dalla sua scomparsa era un occasione troppo ghiotta.
- Artista
- Elvis Presley
- Etichetta
- RCA BMG
- Anno
- 2002
Due piccioni con una fava per la RCA/BMG e la Elvis Presley Enterprises LTD: si tratta di celebrare il venticinquennale della scomparsa di Elvis, nonché di ripetere l’exploit della raccolta “1” dei Beatles, che due anni fa ebbe tanto successo nell’introdurre i quattro di Liverpool alla generazione del nuovo Millennio. Spazio, quindi, ai numeri uno del Re del R’n’R: che lo siano stati in America o in Inghilterra, ai fini di questa raccolta, poco importa. Oviamente, come tutte le selezioni, anche questa presta il fianco alle critiche: molti, troppi pezzi degli anni Cinquanta, pochi degli anni Sessanta e addirittura solo tre degli anni Settanta (almeno “Always On My Mind, grande successo UK, avrebbe potuto essere incluso). “Elvis 30 n.1 Hits”, però, perde il confronto con “1” in quanto, a parte “Love Me Do” e “Yellow Submarine” i singoli da classifica dei Beatles rappresentavano davvero la crema della produzione beatlesiana. Gli hits di Presley, invece, non proprio, o quantomeno, non tutti. Basti pensare alla completa assenza in questa compilation dei brani incisi tra il ‘54 e il ’55 per la Sun (e rintracciabili nella doppia raccolta “Sunrise”) che, sul piano storico, sono l’apice artistico di Elvis nonché la genesi del Rock’n’Roll. O anche a validissimi album della fine degli anni Sessanta – primi Settanta quali “Elvis Country” e “From Elvis In Memphis”, qui rappresentati solo dalla immortale “In The Ghetto“. Per non parlare delle innumerevoli canzoni incise a Nashville e Memphis da Elvis e mai pubblicate o relegate a riempitivo di album dalla qualità discontinua. Lasciando da parte le critiche, “Elvis 30 n.1 Hits” contiene i vari classici eterni, tra cui “Heartbreak Hotel”, “All Shook Up”, “Jailhouse Rock”, “Stuck On You”, “Return To Sender” e “Burning Love”. Inoltre, dal punto di vista del sound si può dire che, nonostante sia morto da oltre 25 anni, Elvis non è mai sembrato così vivo come in questo CD. Chissà come hanno lucidato e ripulito quelle vecchie incisioni polverose; ciò che è certo, però, è che le hanno rimasterizzate davvero bene. Il fattore hi-fi, oltre alla presenza come bonus track della “A Little Less Conversation” rimixata dal Dj olandese Junkie XL, può essere un buon motivo per convincere ad acquistare questa ennesima compilation a quei fan del Re che posseggono già le precedenti versioni delle 29 canzoni (più una) ivi contenute. Per gli altri, invece, per i neofiti, il consiglio è di non fermarsi qui, ma di procedere oltre ad indagare un fenomeno della musica moderna che, nel bene e nel male, nei trionfi come nelle peggiori iperboli kitsch , è riuscito a produrre una sintesi di musica Americana che a tutt’oggi nessuno è riuscito a sorpassare.
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