Teatro e Arte 24 Ottobre 2026

Escaped Alone @ Teatro Valle, Roma – 23/10/2026

Prima assoluta per Escaped Alone, da un testo per il teatro scritto nel 1938 da Caryl Churchill, una delle massime drammaturghe inglesi. Lo spettacolo è stato allestito da La Casa d’Argilla ed è andato in scena a Roma al Teatro Valle, dove resterà fino al 1 novembre 2026.

Anno
2026

Prima assoluta per “Escaped Alone“, da un testo per il teatro scritto nel 1938 da Caryl Churchill, una delle massime drammaturghe inglesi.

Lo spettacolo è stato allestito da La Casa d’Argilla ed è andato in scena a Roma al Teatro Valle, dove resterà fino al 1 novembre 2026.

In un mondo ossessionato dalla ricerca della bellezza e dell’eterna giovinezza, la Churchill propone lo “scandalo” della vecchiaia femminile attraverso quattro signore che sorseggiano tè in un giardino posto sul retro di una casa durante un pomeriggio estivo. La prospettiva – in apparenza amabile, tutto sommato tranquilla – nasconde in realtà un futuro minaccioso che viene ben presto svelato nel corso dell’intreccio narrativo.

Il tema dell’incertezza sul futuro viene introdotto dall’ingresso in scena della signora Jarrett che va ad interrompere le chiacchiere ordinarie e banali di Sally, Vi e Lena, tre vecchie amiche che vivono di consuetudine. Le tre amiche accolgono ben volentieri la Jarrett ma, da quel momento in poi, la quiete borghese viene come interrotta dalle confessioni intime e dalle maledizioni di Mrs Jarrett, che vengono rivolte anche verso la platea.

(photo credit @ Masiar Pasquali)

Un senso di inquietudine pervade la scena, un nube minacciosa si abbassa su una quotidianità finta, abituata a nascondere i problemi, e nel prosieguo dello spettacolo si innesta un intreccio tormentato che parte dall’inevitabile declino dell’esistenza e arriva a coniugare il tramonto dell’umanità occidentale.

Una pièce teatrale radicale, amara, priva di consolazione, ma che non manca di lucidità, di ritmo e di ironia, grazie anche alla regia di Lisa Ferlazzo Natoli e di Alessandro Ferroni, e alla bravura delle quattro interpreti in scena.

Da sottolineare inoltre l’apporto decisivo di una scenografia inquietante, curata da Marco Rossi e da Francesca Sgariboldi.  In particolare la presenza di un maxi schermo – posizionato fra la siepe di confine del giardino e lo sfondo – che scandisce lo scorrere di un tempo artificiale e l’alternanza di cieli sereni e di tramonti, costituisce un elemento di assoluta modernità e al tempo stesso un ulteriore minaccia dettata da un destino impietoso che incombe.

(photo credit @ Masiar Pasquali)