Columbia
Don’t Forget Who You Are
Le migliori sonorità brit rock, soul e mod perfettamente miscelate in 11 perle esplosive. Album che ogni appassionato del genere non può non possedere.
Delta Machine
Un ritorno caratterizzato da dicotomie, tra guizzi di genio e momenti di pigrizia, pezzi prodigiosi e giuramenti di fedeltà agli stereotipi del (non sempre glorioso) passato
The Next Day
E’ più inventivo, più ispirato e a tratti più sperimentale del deludente "Reality" ma non va neanche vicino alla magnificenza di un "Heathen", che resta un episodio probabilmente unico
Old Ideas
Un nuovo gioiello, fatto di poesie incastonate nella musica e di passaggi sia musicali che lirici assolutamente toccanti
Velociraptor
I Kasabian sono onnivori, si nutrono di sound diversi e li elaborano nel loro stile ma soprattutto sanno assalire la preda con suoni violenti e beat graffianti oppure la sanno ammaliare con ballate romantiche e malinconiche
Cults
Un concentrato di indie-pop alla moda: lontani dalle vette liriche e sognanti dei Beach House, i due possono essere piuttosto collocati su un piano liminare a quelle Warpaint che l’anno scorso incantarono
Bread And Circuses
Leggero, piacevole, si lascia ascoltare ed apprezzare senza troppi indugi e si piazza facilmente tra le migliori recenti uscite in zona indie/alternative
Euphoric /// Heartbreak \
I Glasvegas studiano per diventare grandi ma con “Euphoric /// Heartbreak \” l’effetto non regge: come indicare la luna, ma rimanere invece fissati a guardare il dito
What Did You Expect From The Vaccines?
Frizzantezza ed immediatezza per l’esordio dei The Vaccines, più o meno a metà strada tra i Glasvegas in una giornata di sole ed i Ramones in giacca e cravatta
Come Around Sundown
Non mancano momenti piacevoli, come il morbido southern rock di "Back Down South", ma in generale mancano pepe e carattere