Seahorse Recordings
Mea Culpa E.P.
Il gruppo nasce nella provincia marchigiana, a metà strada fra Pesaro e Urbino, intorno al 2016. Decidono di farsi chiamare Trauma, un nome quanto mai adatto alla musica forte, ruvida e decisamente elettrica che scaturisce da questo mini album, che risulta molto centrato e “rock oriented”.
Abitudine
Le sonorità di questo disco del cantautore pugliese sono eteree e rarefatte, come una piuma trasportata nell’aria, piano piano, con lentezza e delicatezza, senza uno scopo, senza una vera meta. Così, solo per il gusto di assaporare la libertà. Il sound è evanescente; i testi, puri e semplici, prendono in esame vicende di vita quotidiana legate all’abbandono, all’angoscia, alla solitudine e all’amore, immersi in paesaggi crepuscolari e periferici dove l’introspezione è la base di ogni racconto
Metabolizzare
Un lavoro maturo, importante, completo, che fa parte a pieno titolo della storia di questo gruppo che oscilla dall’alternative allo psichedelico all’Hard Rock con estrema disinvoltura. Il gruppo romano realizza un buon album. Fastidioso e graffiante al punto giusto, come un pezzetto di cotone strofinato sui denti
Garnet Dusk
Qual è il miglior modo per approcciarsi al nuovo lavoro di Conti? Allontanandosi dall’esasperazione del mondo che ci circonda per qualche ora, creando un ambiente rilassato e magari assaporare il calore di una bella tisana, oppure, di un buon irish mist, dipende dai gusti
Homeland
Tre forlivesi che omaggiano la 'homeland', una terra interiore il cui racconto è affogato in strati di elettricità, un classico power-trio che non vorresti mai incontrare per strada, se le premesse sono la spigolosità, l'aggressività e la cattiveria (agonistica, s'intende) mostrate con gli strumenti in mano
Surfacing To Breathe
Buona la seconda. A tre anni dall'esordio con "Out Of Your Ego", il gruppo catanese sfodera un'altra prova di spessore tra atmosfere psichedeliche, sferragliate noise e dilatazioni space-rock
Hybrid
Un fiume torbido dai riflussi jazz, dub e rock bellamente amalgamati tra loro e sospesi a metà tra sperimentazione e classica forma canzone. Insomma, un ascolto che vale la pena sia per i cultori del genere che per i musicovori.
The Darkest Sea
Una produzione che presenta un filo conduttore ben definito: quello di un indie rock di matrice americana che ogni tanto si spoglia della distorsione per virare verso un oscuro alternative folk.
Paternoster In Betrieb
Caratterizzazioni ambient, strutturazioni post-moderniste ed inquietudini che paiono alla Goblin per un buon disco d’esordio capace di farsi largo tra gli esordienti italiani.
The Earth Cries Blood
Un disco made in Italy che mescola sapientemente folk e progressive fino a creare una bolla di pensieri sussurrati a una malinconica chitarra, che di italiano in fin dei conti non ha nulla, se non la provenienza e geografica.