Tempesta Editore
L’estetica del cortocircuito: Luca Pollini racconta l’avanguardia a tempo di rock di Gianni Sassi
Magari il nome Sassi a molti non dirà niente, ma se per caso avete visto “Il lungo viaggio”, biopic Rai su Franco Battiato diretto da Renato De Maria, nella memoria dovrebbe già accendersi qualche lucina. Del resto, ci sono persone capaci di innestare mutazioni profonde nel DNA culturale di un Paese pur rimanendo nell'ombra, muovendosi dietro le quinte come registi invisibili di una rivoluzione permanente e probabilmente impercettibile ai più. Gianni Sassi è stato proprio questo.
L’urgenza del tempo perduto nelle “Epifanie Urbane. Versi Metropolitani Punk Rock” di Domenico Mungo
"Epifanie urbane" è una confessione intima, un’opera rock, un urlo notturno, un documento che narra la storia di una generazione. Come un viaggio sonico tra Seattle e Torino il libro non è una biografia, né un saggio, sebbene potrebbe averne il rigore. È “sceneggiatura sghemba” che intreccia le vite di icone del rock come Kurt Cobain, Layne Staley, Mark Lanegan con la storia vissuta in prima persona da una generazione, quella torinese degli anni '90, che ha cercato di crescere tra le rovine del Secolo Breve