VREC/Audioglobe
Vi racconto “la grande notte”
“La grande notte” è l’esordio discografico dello scrittore, autore e chitarrista fiorentino Michele Mingrone. Il chitarrista degli Scaramouche ha realizzato un album con 12 canzoni tra rock, western e folk. Un "cantautorato immaginario" con testi tra il sarcasmo e l'accusa sociale. “La grande notte” è quella che stiamo vivendo ormai da anni, con poche sfumature e qualche raro lampo di luce. Misteri d’Italia mai risolti, gestioni catastrofiche di costanti emergenze, il soffiare mediatico sul fuoco di sempre nuove paure, la superficialità diffusa nei vecchi e nuovi mezzi di propaganda di massa rendono questo periodo storico uno dei più pericolosi per l’umanità. Un concetto ben rappresentato dalla copertina di Valentina Mincolelli e Martina Forni che rappresenta una figura bendata, forse la giustizia, che urla mentre la benda viene colpita da un forte raggio di luce. Ecco come Michele ci parla del suo primo disco
Dario Dont si racconta
Abbiamo intervistato Dario Dont in occasione del suo nuovo lavoro "Grand Jetè", un disco che vi consigliamo caldamente. Quindi, buona musica, belle persone, buone parole, ottima chiacchierata. Buona lettura!
Sound irlandese e suggestive atmosfere
I Raging Sons arrivano direttamente dall'Irlanda con un nuovo album intitolato "20:20" (VREC/Believe). Il loro sound rapisce e ricorda vecchie atmosfere (sempre gradite) che v'invitiamo a mettere nelle vostre orecchie con estrema velocità. Di seguito il risultato della nostra intervista!
Un album pieno di diapositive musicali
Abbiamo avuto il piacere di conversare con i "Tidal Frame in occasione dell'uscito del loro omonimo ultimo album.
“L’Avvento” secondo singolo estratto da “Purgatorio”
Così la band descrive il secondo singolo prodotto artisticamente, come l’intero album, da Flavio Ferri (Delta V, Gianni Maroccolo): «La tentazione delle costrizioni: l’amore è il demonio, l’amore è il percorso verso la santità connesso alla fatica di dover scegliere una divisa per essere come tutti gli altri. Ma forse tutto questo è solamente il vento di una stagione della nostra età che ci violenta».
“Fulmini”, il racconto del loro nuovo album
“Fulmini” è il titolo del nuovo lavoro della rock band Zagreb, stanziale tra Treviso e Padova. «Le nostre vite sono come fulmini sono velocissimi e possono essere devastanti: è un attimo nascere, è un attimo scomparire in balia delle mille incognite della vita».
Dopo la partecipazione di Pierpaolo Capovilla nel precedente lavoro, il superospite di “Fulmini” è l’ex leader dei Timoria Omar Pedrini che ha prestato voce e chitarra al brano “Resto solo io”. Amori ed eccessi raccontati per interposta persona fanno degli Zagreb una delle band di rock italiano più interessanti del panorama.
Di stanze e nevrosi
Il nuovo disco dei Bluagata è tutto ciò che non ti aspetti da una band italiana. “Di stanze e nevrosi” è un mix di rabbia, potenza sonora, tecnicismi che riescono a dar gloria ad un sottogenere, un sottobosco che pullula di band che hanno “cose” nuove da dire.
Cuore nero
Un cuore nero chiuso in una scatola trasparente: con questo disegno in copertina si presenta il nuovo disco di Olden, un lavoro molto intimo e personale, nato a meno di un anno dal precedente Prima che sia tardi. Un disegno che rappresenta molto bene le atmosfere principali del disco. Appena rientrato a Barcellona dal tour italiano per presentare quel disco, il cantautore perugino si è ritrovato nel pieno del primo lockdown, senza possibilità di proseguire il tour. In questa situazione di sospensione nasce Cuore Nero, un disco molto personale, in cui si percepisce un’urgenza espressiva, e più rivolto all’emotività e all’interiorità che non al sociale come il precedente
Spezzacuori (Omaggio a Massimo Bubola)
L’album è ben suonato, gli arrangiamenti sono indovinati ed il repertorio è in gran parte tratto dalla prima fase della stagione artistica di Massimo Bubola, quella che va dalla seconda metà degli anni Settanta fino ai primi anni Novanta.
Beati Voi Che Non Capite Niente
“Beati Voi Che Non Capite Niente” è l’occasione per apprezzare un punto di vista lucido su una generazione persa e sopita, la nostra, dove anche fare la rivoluzione costa.