Alternative rock 10 Aprile 2022

Di stanze e nevrosi

Il nuovo disco dei Bluagata è tutto ciò che non ti aspetti da una band italiana. “Di stanze e nevrosi” è un mix di rabbia, potenza sonora, tecnicismi che riescono a dar gloria ad un sottogenere, un sottobosco che pullula di band che hanno “cose” nuove da dire.

Artista
Bluagata
Etichetta
VREC/Audioglobe

Il nuovo disco dei Bluagata è tutto ciò che non ti aspetti da una band italiana. “Di stanze e nevrosi” è un mix di rabbia, potenza sonora, tecnicismi che riescono a dar gloria ad un sottogenere, un sottobosco che pullula di band che sono stanche di ciò che passa in radio, di ciò che tutti ascoltano.

Il genere dei Bluagata è un mix di alternative rock e darkwave che strizza l’occhio alla sperimentazione, alla voglia d’andare sopra le righe, in tutti i sensi. L’open track “Comodità” è l’emblema di ciò che ci si dovrà aspettare dal disco, qualcosa di nuovo e mai ascoltato prima, ritmi che s’incastrano, chitarre taglienti, melodie al limite. Una marcia quasi trionfale di ciò che è l’espressione sana, genuina, di chi fa ancora musica, senza pensare chi ascolta, ai successi, alla gloria vana.

Il disco continua sempre sulla stessa sottile linea tra sperimentazione e continua sorpresa sonora come in “Palazzi” in cui i riff di chitarra risultano adorabili per chi è stanco di sentire i soliti quattro power chords. “Di stanze e nevrosi” è un disco da tenere stretto a sé, una traccia di qualcosa o di qualcuno che ha deciso di fare qualcosa di diverso, fregandosene completamente dei canoni musicali e di tutto ciò che potrebbe essere “la cosa giusta da fare”. Un disco da ascoltare per bene ed una band da conoscere e riconoscere. Il loro merito più grande? Ricordarci che si può fare ancora musica di qualità, quando tutto il mondo crolla. “Di stanze e nevrosi” è un disco da ricordare. Sempre