Ambient/Elettronica 7 Dicembre 2014

Everything Collapse(d)

Album di visioni post-industriali evocative. Un viaggio di claustrofobia e consapevolezza, di de-strutturazione dell’Io e del suono che volge lo sguardo al vuoto, cadendo all’infinito…perché tutto in fondo è destinato a collassare.

Un album che fluttua e deflagra tra torpore e gelo, letargo e risveglio, investendo un universo spazio temporale parallelo e inavvicinabile pregno di scricchiolii metallici, oscuri tappeti di field recordings, loop claustrofobici e armonie spettrali e dilatate che giacciono lungo il filo invisibile di un’elettronica minimale, scarna e monocromatica.
”Everything Collapse(d)” di Deison & Mingle (Cristiano Deison – electroning e processing, Andrea Gastaldello – piano ed electronics), quarto volume di una collana che vede collaborare l’etichetta Aagoo Records con i Rev Laboratoires e che, in precedenza ha dato alle stampe le sperimentazioni di Marcus Fiellstrom, Murcof & Philippe Petit e Connect_Icut, è dunque il riflesso di un mondo cinematico di suoni dalle mille sfumature fatto di catarsi ritmiche, di punteggiature sonore che si aprono al sogno a alla notte, tra anfratti ameni di malinconia e desolazione.
L’album vive così della fusione delle due anime degli stessi protagonisti, tra fruscii e inquietudini, distorsioni e quiete, carezze di piano e cave siderali dal cuore di metallo.
Ci si muove tra ambient e droni sonori su melodie stratificate e sintetiche che alternano atmosfere dall’indole quieta e distesa (Optokinetic Reflex (Glassy Eyes)) a cadenzati bit elettronici (Everything Collapses), distese aride e inquiete (Nessun Desiderio (Decimation)) a “mantra ospedalieri” (Settled Apathy (Hospital)), per concludere con le trame eteree di Static Inertia e con l’inaspettata e sofisticata cover di Failure degli Swans, ghost track cantata dalla voce profonda di Daniele Santagiuliana.
“Everything Collapse(d)” è un interessante album di visioni post-industriali evocative. È un viaggio di claustrofobia e consapevolezza, di de-strutturazione dell’Io e del suono che volge lo sguardo al vuoto, cadendo all’infinito…perché tutto in fondo è destinato a collassare.