Give ‘em The Boot II
Per quelli della Hellcat Records, gli ultimi vent’anni di rock sono trascorsi invano. E il punk, manco a dirlo, è più vivo che mai
Per quelli della Hellcat Records, gli ultimi vent’anni di rock sono trascorsi invano. E il punk, manco a dirlo, è più vivo che mai. Succede così che l’etichetta americana pubblica la seconda compilazione tra anfibi, creste e spille. E per sostenere la causa, convoca alcuni tra i gruppi più arrabbiati del pianeta. Attenzione però, quando si dice punk non pensate a quello californiano degli ultimi anni, ma a uno più simile a quello inglese delle origini. Uniche eccezioni tollerate, gli stili storicamente graditi ai punk: ska, reggae e dub.
Give ‘em the boot II rende un quadro veramente credibile della scena punk odierna. Oltre ai più noti Rancid, Buju Banton, F-Minus, e Dropkick Murphys, quindici gruppi di indubbio valore. Da segnalare The Pietasters con Can’t stand it, i Nocturnal con Tell me what you’re feling, gli U.S. Bombs con Goin’out e The Distillers con L.A. Girl.
Nel complesso, Give ‘em the boot II è una compilazione di grande impatto. Si beve tutta di un fiato e trasmette una carica che ricorda tanto i vecchi vinile di Sex Pistols, Dead Kennedys e Black Flag.


