Harry Potter e la Camera dei Segreti
Harry Potter e la Camera dei Segreti: il secondo film tratto dalla fortunata serie di J.K. Rowling torna a riempire le sale cinematografiche di tutto il mondo.
- Etichetta
- Warner Bros
Gli stereotipi non piacciono ad Harry, mago per destino e per scelta, e non gli piacciono tanto meno le persone legate a convenzioni adottate per abitudine: è una verità che ritroviamo subito nell’inizio comico e avvincente del nuovo film tratto dal secondo, incredibile o, se preferite, magico, libro di Joanne K. Rowling. E’ estate, c’è il sole e i fanciulli pensano a tutto fuorché alla scuola. Non è così per il giovane studioso di Hogwarts che è ardente di ritornare alle sue lezioni e alla sua vera famiglia. L’estate è per lui noia e tortura: noia perché non può esercitare le sue “arti”, tortura perché costretto a condividere le sue giornate e la sua casa con gli antipatici quanto cattivi zii. Non tardano però ad arrivare i simpatici e straordinari amici maghi ( soprattutto di poesia!) che lo conducono via in una macchina chiaramente volante! Ricco di effetti speciali e di una spiccata ironia il secondo film su Harry Potter ci riconduce nel mitico mondo di Hogwarts dove i nostri giovani amici arrivano appunto volando: la scuola della magia è racchiusa in un fantastico castello fiabesco che racchiude a sua volta orizzonti illimitati di pace. E’ verosimile il mondo di Harry Potter, quello di Hermione e di Ron: c’è il bene ed il male, il lavoro e il riposo, i premi ed i castighi, gli adulti e i fanciulli, le regole e le trasgressioni.In questa seconda uscita dello strepitoso piccolo mago, contraddistinto da una sempre maggiore tenerezza, si aggiungono due elementi fondamentali: l’elfo domestico Dobby e il tema, agghiacciante, dell’assassinio.Quest’ultimo nonostante sia poco sviluppato corre il rischio di mettere in crisi tutto l’equilibrio del film: se è vero infatti che Malfoy e i suoi amici sono la squadra del male, è vero anche che sia nel primo che nel secondo film impersonificano di fatto una categoria a cui appartiene, proprio perché spinta da malvagie e disoneste intenzioni, solo la sconfitta.L’elemento della morte violenta invece mette in dubbio il mondo di pace, anche se di una pace conquistata e sudata (appunto per questo verosimile), che la scuola di Hogwarts sembra voler rappresentare. In un mondo che vuole essere definito giusto può una cosa del genere succedere? Ed è ammissibile che chi ha perso la vita per mano altrui sia dannata ad aggirarsi per sempre con le sembianze di un fantasma nello stesso luogo della sua morte e senza mai sorridere? La trama e le immagini per fortuna scorrono velocemente e si lasciano indietro con facilità questi brutti interrogativi. Il dinamismo di Harry, la sua nobiltà di spirito e la sua capacità di trasgredire le regole quando lui, e solo lui, lo ritiene opportuno ci trascinano via alla ricerca della Camera dei Segreti e dell’ombra malefica che si aggira per gli anditi della scuola.Altra nota negativa del film è la figura del professor Allock: decisamente mal caratterizzata: sempre in bilico fra cattiveria e goffaggine, contraddistinta dal poco coraggio, agisce in modo al quanto ambiguo e, in verità, poco comprensibile una volta trascinato nella Camera dei Segreti… Ma anche questa pecca può essere perdonata di fronte ad un film di rara vitalità.Ride e sorride infatti il pubblico di Harry Potter, divertito da un mondo in cui la magia non è sinonimo di noiosa perfezione, in cui ci si immerge in un tempo senza tempo dove il bene trionfa guidato da una conoscenza consapevole, dove la felicità è data da un ragazzino che non fa un passo senza inforcare i suoi occhiali e dona sicurezza con il suo enorme sorriso.La Camera dei Segreti viene trovata ed Harry ne svela i misteri combattendo contro ragni giganteschi e maghi decaduti, aiutato da Hermione e da Ron e, soprattutto, dalla sua fede nella magia. La magia di vincere con una formula i serpenti, di parlare con un libro e di trasmettere innocenza e gioia con una bacchetta magica: il suo sorriso.


