Hic Et Nunc
Ascoltare questo disco solo se si ha molto tempo a disposizione è una prerogativa non trascurabile. Sembra dunque centrato e riuscito l'obiettivo di questo progetto: ricerca e sperimentazione sonora.
- Artista
- Chandra
- Etichetta
- CD autoprodotto
Ascoltare questo disco solo se si ha molto tempo a disposizione è una prerogativa non trascurabile. Con i Chandra siamo infatti nel vasto e illimitato campo di ciò che in musica viene etichettato senza etichetta. Chandra è infatti un progetto sperimentale di musicisti lucani e calabresi riunitosi a Bologna all’insegna della ricerca sonora.
La dilatazione temporale e strumentale dei brani è il connotato cardine di “Hic et Nunc”. Via le strutture canoniche che permettono all’ascoltatore di orientarsi, e largo all’ “improvvisazione” senza limiti. I tredici minuti della title track rendono bene l’idea di quello di cui sto parlando.
Psichedelia e contaminazioni etniche si intrecciano con ciò che solitamente prende il nome di prog rock ( King Crimson e Soft Machine in primis). Un collettivo artistico volto alla costruzione di una musica “totalizzante”, costituita da spazialità e rimandi: dal rock al jazz, dalla world music all’elettronica.
Dedicato a Syd Barrett, Elton Dean e Richard Wright, “Hic et Nunc” è un viaggio di sensazioni, suggestioni e visioni.
A partire dalla trasposizione in note della percezione di un quadro di Klimt (”Danae”).
Strumenti come il didjeridoo e il flauto traverso declinano il linguaggio sonoro e conducono l’ascoltatore sempre più verso quei limiti degli spazi sonori, che la musica dei Chandra si impegna ad esplorare e sondare.
Sembra dunque centrato e riuscito l’obiettivo di questo progetto: ricerca e sperimentazione sonora.
Tracklist:
1- Floating Tumbler
2- Settimo stadio di luce
3- Danae
4- Hic et Nunc
5- Monologo
6- Neutrattivo part 1
7- Neutrattivo part 2
-300x190.jpg)

